Billie Eilish contro l’Ice: «Non ci sentiamo più al sicuro nelle nostre case o sulle nostre strade»
Ancora una volta, Billie Eilish ha preso posizione per denunciare apertamente il clima politico degli Stati Uniti e le conseguenze delle ultime operazioni dell’Immigration and Customs Enforcement (Ice). La cantante, premiata ad Atlanta con il MLK Jr. Beloved Community Award for Environmental Justice 2026, per il suo impegno a favore della giustizia ambientale, ha usato il palco per parlare di cittadini «rapiti», manifestanti pacifici «aggrediti e uccisi» e di una crescente insicurezza nelle strade e nelle case degli americani. Le sue parole arrivano pochi giorni dopo l’uccisione di Renee Nicole Good, cittadina americana e madre di tre figli, durante un’operazione dell’Ice in Minnesota, episodio che ha acceso proteste in tutto il Paese e provocato una dura risposta delle autorità federali.
«A essere onesta, non mi sento davvero di meritare questo premio», ha detto. «Ed è molto strano essere celebrata per il lavoro sull’ambiente in un momento in cui tutto questo sembra meno realizzabile che mai, considerando lo stato del nostro Paese e del mondo in questo momento».
Senza citare esplicitamente l’Immigration and Customs Enforcement (Ice), la cantante ha fatto riferimento diretto ai raid sull’immigrazione e alle proteste esplose dopo l’uccisione di Good. Un episodio che l’amministrazione Trump ha definito legittima difesa, sostenendo che la donna stesse cercando di investire l’agente con l’auto, mentre il resto del mondo lo vede come un omicidio ingiustificato, che ha acceso la rabbia di migliaia di manifestanti.
«Stiamo vedendo i nostri vicini venire rapiti, manifestanti pacifici aggrediti e uccisi, i nostri diritti civili smantellati, le risorse per combattere la crisi climatica tagliate per favorire i combustibili fossili. Vediamo l’agricoltura intensiva distruggere il pianeta, e l’accesso a cibo e cure sanitarie trasformarsi in un privilegio per i ricchi invece che in un nuovo diritto fondamentale per tutti gli americani». E ha aggiunto: «È molto chiaro che proteggere il nostro pianeta e le nostre comunità non è una priorità per questa amministrazione. Ed è davvero difficile festeggiare quando non ci sentiamo più al sicuro nelle nostre case o nelle nostre strade».
Le dichiarazioni dal palco arrivano dopo una presa di posizione ancora più esplicita sui social. Il 9 gennaio, pochi giorni dopo la morte di Renee Nicole Good, Billie Eilish aveva pubblicato una storia su Instagram in cui definiva l’Ice «un gruppo terroristico finanziato e sostenuto a livello federale, sotto il Dipartimento della Sicurezza Nazionale, che non ha fatto nulla per rendere le nostre strade più sicure. Sono terroristi interni che distruggono famiglie, terrorizzano i cittadini e ora uccidono persone innocenti. Basta così».
Parole che hanno provocato una dura reazione da parte del Dipartimento della Sicurezza Nazionale. La vice segretaria Tricia McLaughlin ha attaccato pubblicamente la cantante, sostenendo che Billie Eilish «non ha visto i filmati recentemente diffusi», che «confermerebbero che la donna uccisa stava ostacolando le forze dell’ordine e avrebbe usato la propria auto come arma». McLaughlin ha anche respinto le accuse sulla separazione delle famiglie, affermando che «ai genitori viene chiesto se vogliono essere rimpatriati insieme ai figli o indicare una persona sicura a cui affidarli». Ha infine definito le parole della cantante «retorica spazzatura», collegandole a un forte aumento degli attacchi contro le forze dell’ordine.
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