Bill Clinton difende la moglie: “Non c’entrava con Epstein”. Poi l’ammissione sui voli
L’ex presidente Bill Clinton ha iniziato a testimoniare sotto giuramento nell’ambito dell’inchiesta della Commissione di vigilanza della Camera sul caso Jeffrey Epstein. Clinton ha definito “semplicemente ingiusto” che la moglie fosse convocata per una deposizione, ribadendo che non aveva alcun coinvolgimento nelle vicende legate a Epstein.
La deputata repubblicana Anna Paulina Luna ha dichiarato ai giornalisti, durante la deposizione in corso, che l’ex presidente sta collaborando. Luna ha riconosciuto che c’è stata “una certa diffamazione di parte” nell’indagine del Comitato di vigilanza su Epstein senza entrare nei dettagli, ma ha affermato che il quadro generale è che il comitato sta cercando di scoprire di più sulla possibilità che Epstein facesse parte di un’ “operazione di raccolta di informazioni” che prendeva di mira presidenti e persone al potere.
“Credo che, a causa delle persone al potere e influenti in particolare, presidenti ecc. che stava prendendo di mira, ci sia un aspetto di, sapete, governi stranieri, alcuni di noi gli uni contro gli altri, che usano questo argomento”, ha dichiarato Luna.
Nella dichiarazione di apertura preparata per i membri della commissione e diffusa nella mattina americana, Clinton ha sostenuto di aver avuto soltanto una “breve conoscenza” con Epstein, conclusasi “anni prima che i suoi crimini venissero alla luce”. L’ex presidente ha affermato di non aver mai assistito, durante i loro “limitati incontri”, ad alcun segnale di condotte illecite. Clinton ha viaggiato sull’aereo privato di Epstein almeno 16 volte, ed è stato fotografato con delle donne in una jacuzzi nei documenti pubblicati dal Dipartimento di Giustizia. È stato anche fotografato con Ghislaine Maxwell, ex fidanzata di Epstein e complice delle vittime della tratta.
Clinton ha difeso la propria estraneità ai crimini, rivangando la propria infanzia. “Se avessi avuto anche solo un sospetto, non solo non sarei salito su quell’aereo, ma lo avrei denunciato io stesso”. L’ex presidente ha raccontato spesso come il patrigno, giocatore d’azzardo e alcolista, infliggesse violenze fisiche e verbali continue alla famiglia.
Il contesto dell’indagine e le richieste di trasparenza
L’audizione dei Clinton si inserisce in un quadro più ampio di indagine pubblica e politica sui cosiddetti “Epstein Files”. Questi materiali hanno alimentato domande sui legami tra Epstein e numerose figure di spicco della politica e della finanza internazionale, pur non implicando necessariamente responsabilità diretta per le persone coinvolte.
As someone who grew up in a home with domestic abuse, not only would I not have flown on his plane if I had any inkling of what he was doing—I would have turned him in myself and led the call for justice for his crimes, not sweetheart deals. pic.twitter.com/0rX8cat5Pu
— Bill Clinton (@BillClinton) February 27, 2026
“Le ragazze e le donne le cui vite Jeffrey Epstein ha distrutto meritano non solo giustizia, ma anche guarigione”, ha affermato in via preliminare l’ex inquilino della Casa Bianca . “Hanno aspettato troppo a lungo per entrambe. Sono qui per offrire quel poco che so affinché qualcosa del genere non accada mai più”, ha aggiunto.
La commissione di vigilanza della Camera sta cercando maggiore chiarezza su eventi pubblici e privati, inclusi voli condivisi e presenze a eventi ufficiali, mentre allo stesso tempo resiste alle critiche di eccessiva politicizzazione del caso. Tra i parlamentari democratici, inoltre, cresce la pressione affinché anche Donald Trump venga convocato per chiarire il suo rapporto con Epstein, considerata la presenza di riferimenti al suo nome nei documenti rilasciati dal Dipartimento di Giustizia. Trump ha detto di “non essere contento” che Clinton sia interrogato dalla Commissione. “Non mi fa piacere”, ha dichiarato alla stampa.
“Non ho visto nulla e non ho fatto nulla di sbagliato”
Durante la sessione a porte chiuse a Chappaqua, New York, Clinton ha negato di aver avuto conoscenza delle illegalità di Epstein e ha ribadito più volte di non aver commesso alcun atto illecito.
Clinton ha inoltre ribadito con fermezza la propria posizione: “So cosa ho visto e, soprattutto, cosa non ho visto. So cosa ho fatto e, soprattutto, cosa non ho fatto. Non ho visto nulla e non ho fatto nulla di sbagliato”, rispondendo alle domande anche su foto e documenti recentemente emersi. Si tratta della prima volta che un ex presidente degli Stati Uniti viene convocato a deporre davanti a un panel del Congresso.
Clinton ha ammesso di aver viaggiato sul jet privato di Epstein in occasioni legate a missioni della Clinton Foundation all’inizio degli anni Duemila, ma ha negato ogni consapevolezza riguardo ai crimini del finanziere.
La deposizione di Hillary Clinton e le tensioni politiche
Anticipando le domande dei legislatori, l’ex presidente ha ammesso che in più occasioni avrebbe potuto rispondere “non ricordo”, sottolineando che sono trascorsi molti anni dai suoi rapporti con Epstein e riconoscendo che tale risposta potrebbe risultare “insoddisfacente” per i membri della commissione.
Ieri Hillary Clinton ha deposto per oltre sei ore davanti agli stessi legislatori. Anche lei ha negato qualsiasi relazione personale o conoscenza delle attività criminali di Epstein, affermando di non aver mai incontrato il finanziere né di aver visitato le sue proprietà. Clinton ha criticato aspramente la commissione, guidata dal repubblicano James Comer, definendo l’audizione una “distrazione politica” e un tentativo di distogliere l’attenzione dal presidente Trump.
La tensione politica si è riflessa anche nella dinamica del procedimento: i Clinton avevano
inizialmente resistito alle citazioni, ma si sono presentati dopo che il Congresso aveva minacciato di perseguirli per oltraggio, una mossa che avrebbe potuto comportare sanzioni legali.




