BILANCIO: FUMATA NERA, SLITTA APPROVAZIONE, SALTA ACCORDO TRA MAGGIORANZA E OPPOSIZIONE | Notizie di cronaca
L’AQUILA – Colpo di scena in Consiglio regionale: a seguito di una riunione di maggioranza, di minoranza e della conferenza dei capigruppo l’approvazione della legge di bilancio è slittata a domani, con seduta riconvocata alle ore 10.
Eppure, fino a poco tempo prima era dato per certo che la partita sarebbe stata chiusa entro questa sera, in virtù di un accordo tra la maggioranza e le opposizioni del campo largo, nonostante le gravi accuse “di fallimento dell’azione amministrativa e politica” che i consiglieri di opposizione hanno lanciato al centrodestra a guida FdI capitanata dal presidente meloniano, Marco Marsilio.
Esponenti del centrosinistra affermano che a voler rinviare sono stati i colleghi del centrodestra.
La circostanza curata in prima persona da Marsilio e dal presidente del Consiglio, Lorenzo Sospiri, era trapelata al termine di una lunga giornata fatta di riunioni di maggioranza e conferenze di capogruppo che hanno cercato di limitare i danni nell’ambito di un bilancio ‘lacrime e sangue’ visto che i conti regionali sono in piena emergenza e quindi senza fondi per lo sviluppo alla luce del pesante deficit della sanità da onorare: secondo quanto si è appreso, la maggioranza presenterà un emendamento che prevedrebbe circa sei milioni di euro per il rifinanziamento di leggi regionali, in particolare sul sociale e sanitario, tra cui il sostegno ai malati oncologici.
In un altro emendamento sono state calate le priorità da finanziare per una decina di milioni nei primi mesi del prossimo anno una volta verificata la disponibilità di risorse legata al minore accantonamento del debito sanitario.
La maggioranza ha difeso il proprio operato sottolineando che sull’accantonamento dei fondi si attendono anche le conseguenze positive dell’emendamento inserito nella legge di stabilità nazionale che verrà approvata nelle prossime ore.
Il centrodestra sta ancora verificando se inserire nell’emendamento anche la cosiddetta legge Mancia, cioè i contributi a pioggia e discrezionali a disposizione dei consiglieri regionali, in questo senso si parla di una decina di milioni.




