Bicipolitana spezzatino. «Mancano i raccordi, così in bicicletta è un rischio»
PESARO Anche la città della bicicletta ha i suoi punti deboli, che possono rendere la pedalata un’impresa ardua, se non un azzardo. In oltre cento chilometri di percorsi di pista ciclabile, che si snodano da Vismara all’Ardizio, non mancano infatti tratti senza nessun tipo di illuminazione artificiale, buche o mancati raccordi che costringono i ciclisti a dover passare per la strada principale stretti tra il marciapiede e le automobili.
I raccordi
È quello che accade, per esempio, nella zona scolastica di via Nanterre, frequentata ogni giorno della settimana da famiglie, studenti e insegnanti. Provenendo dal centro, la pista 8 di colore blu si interrompe a metà di via Solferino al confine del parco Miralfiore. Da lì, si può proseguire con la 9, allontanandosi però verso l’interno di Villa San Martino, oppure verso la 7, dopo aver attraversato le strisce pedonali, dove però è scoperto il tratto di via Pechiera, o ancora, proseguendo sulla 8, che però, nonostante sia segnata come pista ciclabile, prima di far approdare il ciclista sulla 5 lo costringe a transitare per via Corelli e Cherubini, entrambe a due sensi di marcia, con le auto parcheggiate ai lati e nessun vero spazio dedicato soltanto alle bici.
Gli attraversamenti
La situazione non migliora provenendo dalla periferia. «Anche il collegamento Villa Fastiggi-campus non è dei migliori e io lo so bene perché giro quasi sempre in bici, anche coi miei figli – spiega Noemi Sponticcia dell’associazione Pesaro 30, che da anni porta avanti la battaglia per garantire strade più sicure in città – e siamo anche fortunati, perché almeno in strada di Sotto le Selve si trova uno dei pochi quadrotti di tutta la città». Si tratta di attraversamenti stradali in cui ad avere la precedenza è sempre il ciclista, come indicato dalla segnaletica orizzontale a forma di quadrati bianchi. «Uno dei più utili e importanti è quello a due passi dalla Palla di Pomodoro lungo viale Trieste, all’incrocio con viale della Repubblica. Ma ne servirebbero molti di più per garantire ai ciclisti di attraversare in sicurezza, sopratutto in centro città e nelle zone dove si trovano le scuole».
Era proprio all’incrocio tra due viali del centro (Fiume e dei Partigiani) che, nemmeno un anno fa, un 76enne in bici ha perso la vita dopo uno scontro con uno scooter. «Dei veri raccordi mancano anche tra la zona Porto e Baia Flaminia – aggiunge Sponticcia – ma anche lungo via Paganini, dalla rotatoria fino a strada di Borgheria». Mentre il Comune mette mano a diversi tratti – l’ultima novità riguardo Borgo Santa Maria – anche le piste ciclabili presenti necessitano, a dire dei residenti di un occhio di riguardo.
Sulla pista ciclabile che parte da via ponte vecchio e costeggia il fiume Foglia fino al nuovo ponte ciclopedonale, si trovano rattoppi di asfalto sotto cui cresce di nuovo l’erba. Seguendo il corso del fiume, sulla bicipolitana numero 3 che si snoda a Torraccia «non ci sono lampioni e di notte è praticamente inutilizzabile» commenta un residente. Una delle proposte di Pesaro 30 è quella di rendere alcune strade già a senso unico dei percorsi in cui i ciclisti, secondo lo stesso meccanismo dei quadrotti, hanno la precedenza. «La nostra è una città che si presta benissimo alla cultura della bicicletta, non a caso ha nome e fama di esserlo – continua Sponticcia – i viali della zona mare, dove bisogna già mantenere delle basse velocità, sarebbero perfetti per garantire percorsi sicuri per chi va in bici anche al di fuori dei tratti di bicipolitana».




