Società

Bianca Balti racconta il cancro, il dolore e il dubbio

Già prima della diagnosi, racconta, aveva la sensazione che qualcosa non andasse, ma anche allora il suo allarme era stato minimizzato: «Prima del cancro dicevo che sentivo che c’era qualcosa che non andava, ma sono stata liquidata come paranoica».

Nel settembre 2024 Bianca Balti ha annunciato di essersi sottoposta a un intervento per un tumore ovarico. «Quando mi è stato diagnosticato il cancro, mi è stato chiesto: “Perché non dovresti togliere le ovaie se hai la mutazione?”». Dall’esterno, la malattia viene spesso percepita in un modo molto diverso da come la vive la persona colpita. «Quando avevo il cancro, le persone provavano pena per me, ma io mi sentivo più forte che mai e tutto ciò che volevo era sentirmi normale».

Il momento più difficile, però, è arrivato dopo la fine delle cure, quando i segni visibili della malattia sembravano scomparsi: «Quando la chemioterapia è finita e i miei capelli sono ricresciuti, la gente pensava che stessi bene. Non era così: quella è stata la parte più dura». Già in passato, Bianca Balti aveva parlato della depressione affrontata dopo il tumore. «Il cancro non è una linea retta. È dubbio, essere ignorati, senso di colpa, forza, paura, adrenalina, dolore, spesso tutto insieme. Se ti sembra familiare, non sei sola».

E la conclusione è un invito rivolto a chi osserva e accompagna, ma da fuori, una persona malata: «Il cancro non è una sola storia. È essere messi in dubbio prima, giudicati durante e fraintesi dopo. E se qualcuno che ami lo sta attraversando, ascolta di più e cerca meno di “aggiustare” le cose».


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