Sicilia

Bianca Balti illumina l’Ariston nella serata delle cover e spunta la voce di Papa Francesco

Decolla subito la serata delle cover, da sempre appuntamento cult della settimana di Sanremo, con il set di impatto di Laura Pausini: vestita di pelle nera, occhiali a maschera con i brillantini e guanti fuxia, l’artista inizia dall’esterno dell’Ariston e poi travolge la sala, con un medley sulle note di Immensamente di Umberto Tozzi, Io Canto di Riccardo Cocciante e Ritorno ad Amare di Biagio Antonacci, che fanno parte del suo nuovo album Io Canto 2, accompagnata da ballerini e bandiere. «Cantare è la cosa che mi fa sentire più libera. Ognuno di noi ha il diritto di essere ascoltato di essere libero e essere rispettato», dice Pausini.

Illumina l’Ariston Bianca Balti, al ritorno un anno dopo: «È passato un anno ma sembra un giorno. E si vede dai miei capelli!», sorride la top model che l’anno corso testimoniò la sua forza presentandosi calva, in vista le cicatrici degli interventi per il tumore. «La tua è una grande testimonianza e sono molto emozionata nel poterti presentare ancora una volta. Sei una forza della natura, un orgoglio», si emoziona Pausini. «Da 21 anni he faccio la modella ma la malattia è una cosa che vivono in tantissimi. Questo palco mi ha dato l’opportunità di lanciare un messaggio, è stato un impatto grandissimo e sono qui per godermela non solo per me ma per tutti coloro che hanno sofferto e soffrono», sottolinea Balti.

Dopo i 9,5 milioni di spettatori che hanno seguito la terza serata con il 60.6%, la media di share più alta dal 1990, il festival parte con slancio. Elettra Lamborghini e e le Las Ketchup fanno ballare tutta la platea con Aserejé, brano tormentone del 2002. Mara Sattei e Mecna mixano rap e melodia per L’Ultimo Bacio di Carmen Consoli. Patty Pravo saluta Ornella Vanoni alla fine della sue esibizione sulle note di Ti lascio una canzone, brano senza tempo di Gino Paoli. Con lei sul palco c’è il primo ballerino della Scala Timofej Andrijashenko. Levante e Gaia infiammano il palco con I Maschi di Gianna Nannini e si baciano mentre la ripresa si allarga, e il dettaglio non sfugge all’occhio implacabile dei social. Intensa e convincente la versione di Mi sei scoppiato dentro il cuore di Mina che offrono la voce raffinata di Malika Ayane e il talento poliedrico di Claudio Santamaria; decisamente rock quella di Occhi di Gatto di Cristina D’Avena che si scatena, di pelle e catene vestita, con le Bambole di Pezza.

«Non rassegniamoci alla guerra»: la voce campionata di Papa Francesco chiude la cover di Su di Noi di Dargen D’Amico a Sanremo, con l’accompagnamento di Pupo (che festeggia 50 anni di carriera) e con Fabrizio Bosso alla tromba. «In piena facoltà/Egregio presidente/Le scrivo la presente/Che spero leggerà», esordisce Dargen citando Il Disertore di Ivano Fossati. Fiorella Mannoia conferma le sue doti intense di interprete in Domani è un Altro Giorno, altro omaggio a Vanoni, in duetto con Michele Bravi. «È stata un’esperienza bellissima come al solito, mi fa battere il cuore», commenta Mannoia.

Il Mister X, l’ospite a sorpresa della serata, è Alessandro Siani. Al leggio con Carlo Conti, spiega perché ‘Sanremo è Sanremò, il jingle-manifesto del festival che è anche un omaggio a Pippo Baudo. «Sanremo è Sanremo – esordisce Conti – perché ha 76 anni di vita musica, imprevisti, polemica, ma è sempre giovane», «perché ha 76 anni di vita ma ancora in attività: l’età pensionabile si è allungata assai». E poi Sanremo «è l’unica città che quando la nomina non serve aggiungere altro», «è l’unica città per cui si può dire: ho fatto Sanremo, ho vinto Sanremo, è finita Sanremo». In fondo, “Sanremo è il contrario di tutto, non è una città, è una condizione permanente dell’anima».


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