Toscana

Bertelli dona un milione di euro per il restauro della Pieve di Arezzo

Un milione di euro per il restauro della chiesa dove ha ricevuto il battesimo. Ancora una volta la donazione arriva direttamente da Patrizio Bertelli, mr. Prada, protagonista nell’ultimo periodo di una crescente attività mecenatistica nei confronti di Arezzo, sua città natale. Così dopo l’acquisto di immobili storici ecco che arriva l’ultima maxi donazione. Questa volta a beneficiarne è uno dei luoghi più cari agli aretini: la Pieve di Santa Maria Assunta

L’annuncio è arrivato questa mattina, 13 febbraio, direttamente dal vescovo della Diocesi di Arezzo Cortona Sansepolcro, Andrea Migliavacca, che insieme al parroco della Pieve, don Alvaro Bardelli, ha ringraziato il manager per il contributo.

Di fatto, come detto, il denaro servirà a realizzare il restauro della chiesa situata lungo Corso Italia e che, recentemente, ha subito dei danneggiamenti causati dal meteo e dall’usura del tempo. “Il denaro – specificano dalla Diocesi – verrà utilizzato per gli importanti e improrogabili lavori di restauro e manutenzione di un edificio tanto bello, quanto fragile, a cui tutti gli aretini sono profondamente legati”.

Dopo l’acquisto dei ristoranti La Capannaccia e La Buca di San Francesco, il Caffè dei Costanti e l’edicola di piazza San Jacopo ecco che, come il più classico dei Mecenate, ha voluto dare il proprio supporto anche alla valorizzazione di uno dei capolavori artistici e architettonici della città.

Per il restauro della Pieve, già avviato dopo il cedimento di una delle colonne della facciata, era già stato stanziato 1 milione e 100 mila euro da parte del ministero. Adesso il budget è quasi raddoppiato anche se, con ogni probabilità, serviranno ulteriori fondi per completare l’importante opera di consolidamento e recupero.

“Sono molto contento – dice il vescovo Migliavacca – e ringrazio Patrizio Bertelli per l’importante donazione. È un contributo che incoraggia ad avviare al più presto i lavori e incoraggia anche altri soggetti della città, per quanto loro possibile, a fare la propria parte per portare a compimento l’intervento complessivo di recupero di quest’opera così importante per la cittadinanza e la comunità ecclesiale. Il mio ringraziamento va anche all’avvocato Giovanni Gatteschi, al ministro Sangiuliano per il suo interessamento personale e va naturalmente alla presenza, collaborazione e intraprendenza della Soprintendenza, per la sua fattiva collaborazione. Insieme a essa, grazie a un tavolo di lavoro comune, intraprenderemo i lavori necessari per mettere a frutto questo prezioso contributo”.

La conferenza stampa di presentazione dei lavori di restauro della Pieve di Arezzo-2

La fragilità della Pieve: tra storia e restauri

La chiesa battesimale urbana sorse tra il V e il VI secolo, a cui ne seguì uno più grande intorno al IX secolo. A metà del XII secolo anche la Pieve altomedievale venne demolita e ne fu eretta una nuova in forme romaniche. La caratteristica torre campanaria, detta “delle cento buche”, venne conclusa intorno al 1330. Esternamente oggi la Pieve si presenta con la sua facciata romanica, suddivisa in un ordine inferiore di cinque arcate cieche su colonne di granito, al quale si sovrappone il loggiato superiore a tre ordini con colonnette tutte diverse tra loro.

Negli anni ’70 del secolo scorso la Pieve è stata oggetto di un importante restauro a cura della competente Soprintendenza, con il quale si è cercato, per quanto possibile, di arrestare il fenomeno di degrado sulle murature esterne e in particolare sugli elementi lapidei. Un degrado manifestatosi in maniera inequivocabile lo scorso 11 giugno 2023 che ha visto il crollo di porzione di una colonna dalla facciata principale. Già dal lunedì seguente, grazie al tempestivo intervento della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le Province di Siena Grosseto e Arezzo ci si era attivati per condividere e individuare le ulteriori risorse necessarie per un così delicato restauro.

“La necessità di procedere celermente con importanti interventi conservativi sul monumento ha favorito l’attivazione di fondamentali sinergie tra la Diocesi, il Ministero della Cultura e un imprenditore privato – spiega il Soprintendente, architetto Gabriele Nannetti -. Il primo segnale concreto di operatività è arrivato negli anni scorsi proprio dallo Stato, con le risorse messe a disposizione del segretariato regionale MiC per la Toscana e della Soprintendenza, mediante un finanziamento di un milione e centomila euro, finalizzato alla verifica di vulnerabilità, riduzione del rischio sismico e restauro. Proprio in queste ultime settimane si sta procedendo alla verifica e validazione del progetto esecutivo redatto per la parte architettonica dai funzionari architetti della stessa Soprintendenza e per quella strutturale dallo studio dell’ingegner Cangi di Città di Castello, a seguito di procedura di affidamento di evidenza pubblica. Da sottolineare come la fase progettuale sia stata preceduta da un esaustivo approfondimento del quadro conoscitivo dell’intera antica fabbrica, mediante attività diagnostiche che hanno evidenziato notevoli criticità sia di carattere strutturale che architettonico. Infatti, con le risorse ministeriali si riuscirà ad affrontare in maniera efficacie solo una parte delle problematiche, come quelle prioritarie riconducibili al rilevante rischio statico e sismico presente sul campanile. Nei prossimi mesi si procederà allo svolgimento della gara per l’affidamento dell’appalto e alla successiva apertura del cantiere entro l’estate. Come Soprintendenza ci impegneremo a richiedere ulteriori finanziamenti nelle prossime programmazioni dei lavori pubblici che afferiscono al nostro ministero”.

Il commento di don Alvaro Bardelli, parroco della Pieve

“La recente caduta di una colonna dalla facciata, che poteva anche trasformarsi in tragedia, ha mostrato a tutti lo stato di degrado della facciata e quanto siano urgenti interventi di consolidamento – commenta Alvaro Bardelli, parroco della Pieve -. Così si è destato l’interessamento della città verso questo monumento ed è emerso che gli interventi riguardanti la facciata e tutte le colonne dell’abside richiedono circa tre milioni di euro. Tutti fondi da aggiungere a quanto necessario per il consolidamento del campanile e della struttura della chiesa più in generale. La famiglia Bertelli ha da sempre legami con la Pieve, un tempo ne era anche parrocchiana. Anche da parte mia vanno i più sentiti ringraziamenti per questa donazione così importante, sia per l’importo che per il forte valore simbolico. Si tratta di un gesto che mostra che ciascuno, compatibilmente con le proprie possibilità, può fare molto. Per garantire la massima trasparenza, d’accordo con la Soprintendenza, è stato aperto un apposito conto corrente presso Crédite Agricole intestato alla parrocchia di Santa Maria della Pieve sul quale è possibile fare donazioni e il cui iban è IT80S0623014101000030458848. Nel ringraziare tutti coloro che faranno la propria parte, l’invito è anche a diffidare di coloro che eventualmente si presentassero per la raccolta di fondi senza essere stati autorizzati dalla parrocchia. Gli unici referenti ufficiali per chi volesse dare un contributo sono Romolo Bianchini e Alberto Papini. Infine, il mio ringraziamento va anche a tutti coloro che, in passato, in particolare attraverso il Rotary, hanno contribuito alla riqualificazione della Pieve, all’avvocato Gatteschi e al ministro Sangiuliano, informato tempestivamente della situazione della Pieve dalla senatrice Petrucci, che il giorno del crollo della colonna si trovava ad Arezzo”.


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