Benincasa, scontro sulla settimana corta. I ragazzi non la vogliono ma la preside tira dritto
ANCONA Settimana corta sì o no, questo è il dilemma. A reggere l’amletico teschio è stavolta Anna Maria Bertini, la dirigente scolastica dell’istituto Savoia Benincasa. «L’Istituto ha avviato il processo di proposta di sperimentazione per l’introduzione della riorganizzazione del tempo scuola, articolato su 5 giorni a partire dall’anno scolastico 2026/2027» ha scritto la preside in una nota inviata lo scorso 3 novembre a genitori e studenti.
Le proteste
E contro ogni previsione, l’ostracismo più forte nei confronti di questo accorciamento della settimana didattica (da lunedì a venerdì, fuori il sabato) è arrivata proprio dai ragazzi. «Nessuno si aspettava che gli studenti fossero contro quest’iniziativa perché giustamente dovrebbe darci questo giorno di riposo in più. Molti però non sono a favore proprio per le ore allungate» spiega uno degli studenti. Con il nuovo assetto, infatti, i ragazzi entrerebbero alle 8 del mattino ma uscirebbero tutti i giorni alle 14, dal lunedì al venerdì. «Ma molte classi attualmente hanno dei giorni in cui escono alle 14 e con la settimana corta uscirebbero alle 15» rileva lo studente. Nel tentativo di sedare gli animi, la scuola ha anche predisposto un sondaggio interno per capire le aspettative dei ragazzi. Peccato che «non si può dire di no, ma solo scegliere quali orari preferiamo. Orari che variavano di pochi minuti: invece di uscire alle 15, uscire alle 14:56» si lamenta. Questo slittamento di orari, però, creerebbe non pochi problemi alle vite dei ragazzi. «Non sarebbe molto comodo per chi non abita ad Ancona e pratica degli sport, tralasciando il fatto che questi ragazzi pranzerebbero alle 5 di pomeriggio» rileva lo studente.
La preside, però, tira dritto. Venerdì, ad esempio, ha incontrato genitori e ragazzi per esporre la propria visione. «È andata sostanzialmente bene. E’ durata circa 2 ore dove sono stati ascoltati sia i rappresentanti dei genitori che degli studenti, oltre che i docenti» riferisce uno dei papà presenti. Tra la carne al fuoco, la riduzione ad un massimo di tre delle materie affrontabili in una sola giornata scolastica, più laboratori e niente compiti il pomeriggio. Tema chiave anche quello del trasporto pubblico, memori delle difficoltà patite dai ragazzi già in questo periodo per i tagli operati da Conerobus. E infatti, la proposta prevede proprio una negoziazione con l’azienda per ottenere corse in orari comodi per l’uscita degli studenti?
I tempi
Da quando? Già dal prossimo anno scolastico, visto che la preside Bertini parla di un modello da applicare già nel 2026/2027. A mancare, però, sembra essere proprio la concertazione. Conclude uno studente: «Non siamo neanche riusciti ad organizzare una assemblea d’istituto per parlare tutti quanti assieme».




