Umbria

Benessere dei territori, nel 2025 in Umbria livelli superiori alla media nazionale


Dal 2023 l’Istat pubblica annualmente il report sul benessere dei territori italiani (Bes), relazione che mette in luce i tratti peculiari e le dinamiche che caratterizzano i profili di benessere delle 20 regioni d’Italia basandosi su un confronto territoriale che evidenzia vantaggi e svantaggi tenendo conto di differenti indicatori.

Gli indicatori toccano diversi ambiti della vita della popolazione, dall’istruzione al lavoro al benessere economico e restituiscono un quadro dettagliato sulla “salute” dei singoli territori.

Su 60 indicatori analizzati, 30 valori regionali collocano l’Umbria in una posizione di vantaggio con livelli di benessere superiori alla media nazionale, mentre quelli che segnalano svantaggi sono meno numerosi (14). L’indicatore relativo a innovazione, ricerca e creatività continua a essere al di sotto della media nazionale sia per Perugia che per Terni con un numero di brevetti presentati e imprese culturali al di sotto della media italiana. Bene per entrambe le città gli indicatori relativi a istruzione e formazione con un buon tasso di passaggio all’università. Nell’ambito della salute, per quattro indicatori su sei Perugia e Terni registrano un benessere migliore rispetto alla media nazionale. Maglia nera, invece, per il tasso di infortuni mortali e inabilità permanente, e (+0,4 punti) contrariamente quanto avviene a livello nazionale (-0,7 punti).

Salute

Gli indicatori che posizionano la regione in una posizione al di sopra della media nazionale sono la speranza di vita alla nascita (83,9 anni nel 2024, 6 mesi in più in più dell’Italia), la mortalità evitabile (16,0 decessi per 10 mila residenti di 0-74 anni nel 2022, 1,6 punti in meno dell’Italia), la mortalità infantile (1,8 per mille nati vivi nel 2022, 0,7 punti in meno dell’Italia) e la mortalità per tumore nella classe 20-64 anni (6,4 per 10 mila nel 2022, 1,2 in meno che in Italia). Nella regione, la mortalità per demenze e malattie del sistema nervoso degli anziani (65+) nel 2022 è prossima al valore nazionale, ma nella provincia di Perugia il tasso è peggiore della media nazionale (38,0 per 10 mila residenti, 2,7 in più rispetto all’Italia). Invece, la mortalità per incidenti stradali dei giovani (15-24 anni), nel 2023, colloca la regione in svantaggio, con un tasso (0,8 per 10 mila) più alto dell’Italia e del centro (entrambi pari a 0,6).

Istruzione e formazione

Tutti gli indicatori collocano l’Umbria in una situazione di vantaggio con indicatori che non scendono mai al di sotto dei livelli di benessere rilevati dalla media italiana. I vantaggi più forti si osservano per la partecipazione al sistema scolastico dei bambini di 4-5 anni che raggiunge il 97,1 per cento (+2,4 punti percentuali rispetto all’Italia), per la quota di persone con almeno il diploma (25-64 anni), che nella regione è pari al 75,9% (+9,2 punti percentuali in confronto all’Italia), per il passaggio all’università, con il 59,8% dei neodiplomati del che si sono iscritti all’università nel 2022 (51,7% in Italia) e per le quote di studenti di terza media con competenze non adeguate.

Anche la quota di giovani che non lavorano e non studiano (NEET), pari al 10,1%in Umbria e al 15,2% in Italia nel 2024, posiziona la regione in ampio vantaggio. Vantaggi più contenuti per i bambini (0-2 anni) che hanno usufruito dei servizi comunali per l’infanzia (19,1% in Umbria e 16,8% in Italia nel 2022), per la quota di laureati (25-39 anni) che in Umbria è pari al 35,3% (Italia 30,9% nel 2024) e per la partecipazione alla formazione continua (11,7% in Umbria e 10,4% in Italia).

Lavoro e conciliazioni dei tempi di vita

Tre indicatori del mercato del lavoro, nel 2024, posizionano la regione in vantaggio rispetto all’Italia, senza differenze di rilevo tra le province: il tasso di occupazione (20-64 anni) che è pari a 73,4% (+6,3 punti percentuali rispetto all’Italia); il tasso di mancata partecipazione al lavoro, che è pari all’ 8,2% (-5,1 punti percentuali) e il tasso di mancata partecipazione al lavoro dei giovani (15-29 anni) che si attesta al 17,1% (-8,6 punti percentuali rispetto al nazionale). Maglia nera per il tasso di infortuni mortali e inabilità permanente, e (+0,4 punti) contrariamente quanto avviene a livello nazionale (-0,7 punti).

Benessere economico

L’indicatore relativo alla retribuzione media annua dei lavoratori dipendenti che si attesta sui 20.993 euro contro i 23.630 euro della media nazionale pone la regione in svantaggio rispetto alla situazione italiana. L’importo medio annuo pro-capite dei redditi pensionistici nel 2023 raggiunge in regione i 21.683 euro, un livello inferiore a quello del centro (22.852 euro), ma la quota di pensionati con reddito pensionistico di basso importo (8,7%) resta in linea con entrambe le medie di confronto, così come il tasso di ingresso in sofferenza dei prestiti bancari alle famiglie (0,5% in regione, nel centro e in Italia nel 2024).

Relazioni sociali

Nel 2022 la diffusione delle organizzazioni non profit (82,0 per 10 mila abitanti) conferma per l’Umbria un notevole margine positivo rispetto alla media nazionale (61,0) e colloca la regione in posizione di vantaggio anche rispetto al centro (67,8).

Politica e istituzioni

Nel 2024 l’indicatore relativo alla partecipazione alle elezioni europee, pur in peggioramento a tutti i livelli, colloca l’Umbria in una situazione notevolmente migliore dell’Italia, attestandosi al 60,8% (11,0 punti percentuali in più dell’Italia, che si attesta al 49,8%), con un picco del 62,9 per cento nella provincia di Perugia, che si posiziona in più forte vantaggio di Terni (54,7%). Anche la capacità di riscossione dei comuni dell’Umbria (76,5% nel 2022) è significativamente maggiore della media dei comuni italiani (74,0%; +2,5 punti percentuali). Per l’affollamento carcerario, che nella regione è cresciuto (+9,6 punti percentuali rispetto al 2019) molto più che in Italia (+0,7%) la città di Terni si trova in una posizione di svantaggio, con 133,1 detenuti per 100 posti regolamentari nel 2023 (120,6 il valore dell’Italia).

Sicurezza

Le posizioni di maggiore vantaggio rispetto all’Italia sono evidenziate dai tassi di denunce di rapina (nel 2023 pari a 23,6 per 100 mila abitanti in Umbria e 47,6 in Italia) e di borseggio (98,4 per 100 mila in Umbria, 236,8 in Italia). Per questi due indicatori, e in particolar modo per i borseggi, la posizione della regione è migliore pure in confronto al centro. Anche l’indicatore di mortalità stradale in ambito extraurbano colloca la regione (2,7 morti ogni 100 incidenti) in posizione relativamente migliore dell’Italia (4,1%). Il tasso di omicidi volontari nel 2023 (0,5 per 100 mila abitanti) è in linea con il nazionale (0,6); nello stesso anno gli altri delitti mortali denunciati sono invece significativamente più elevati nella regione (3,2 per 100 mila in Umbria; 2,8 in Italia). Una posizione di netto svantaggio si riscontra per le denunce di furto in abitazione: nel 2023 l’Umbria, con 329,0 denunce ogni 100 mila abitanti, supera ampiamente il tasso nazionale (250,3).

Paesaggio e patrimonio culturale

L’indicatore che tiene conto delle strutture museali aperte al pubblico e del numero di visitatori, è pari a 0,92 strutture ponderate per 100 km quadrati in media regionale. Si conferma la forte vocazione agrituristica dell’Umbria e in particolare della provincia di Perugia, dove nel 2023 la diffusione degli agriturismi è pari a 17,1 aziende per 100 km quadrati (circa il doppio che in Italia (8,6) e più che nel Centro (16,5). Perugia e Terni presentano entrambe un’alta densità di verde: 5,9 metri quadrati ogni 100 metri quadrati di superficie comunale urbanizzata nella città di Perugia e 3,6 a Terni. Entrambi i valori superano significativamente la media dei capoluoghi italiani (1,7 nel 2023,) e del centro (1,4).

Ambiente

Situazioni di svantaggio si riscontrano per la dispersione da rete idrica comunale e per i rifiuti urbani prodotti. I rifiuti urbani prodotti in Umbria, nel 2023, sono pari a 522 kg per abitante, ben più elevati dei 496 kg dell’Italia (26 kg pro-capite in più). La percentuale di raccolta differenziata dei rifiuti urbani e la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili in rapporto ai consumi interni non evidenziano differenze di rilevo tra l’Umbria (con il 68,8% di differenziata e il 41,8% di energia rinnovabile nel 2023) e l’Italia (66,6% di differenziata; 36,9% di energia rinnovabile). Tuttavia, entrambi gli indicatori collocano in vantaggio Terni rispetto a Perugia che supera la media italiana raggiungendo il 74,3% di raccolta differenziata e il 68,8% di energia elettrica da fonti rinnovabili. Nel 2023, nelle città di Perugia e Terni, gli indicatori della qualità dell’aria segnalano concentrazioni medie annue di polveri sottili (pm10 e pm2,5) superiori ai limiti fissati per la protezione della salute umana.

Innovazione, ricerca e creatività

Per l’Umbria si rileva una scarsa propensione alla brevettazione, con un valore pari nel 2021 a 54,5 brevetti per milione di abitanti che pone la regione in svantaggio in confronto all’Italia (90,1). Anche l’indicatore relativo alle imprese culturali colloca l’Umbria in posizione arretrata rispetto all’Italia e al centro: nel 2022 le unità locali di imprese attive nel settore culturale in regione raccolgono l’1,4% degli addetti totali a fronte del 2,1% del centro e dell’1,6% dell’Italia. L’indicatore di mobilità dei laureati italiani (25-39 anni) anche nel 2023 è negativo e registra una perdita di 14,7 giovani laureati ogni mille residenti di pari età e livello di istruzione per trasferimento all’estero o in altra regione italiana. Positiva, invece, la percentuale di comuni con servizi per le famiglie interamente online, indicatore che nel 2022 è pari al 61,0% e supera sia la media italiana (53,6%) sia quella del centro (57,0%).

Qualità dei servizi

Tra gli indicatori in svantaggio, si segnala l’offerta di trasporto pubblico locale (Tpl) nei capoluoghi e, in ambito sanitario, la disponibilità di posti letto per specialità ad elevata assistenza e l’emigrazione ospedaliera in altra regione, entrambi con peggioramenti significativi nella regione in confronto al 2019. Nel 2023 i posti-km offerti dal Tpl sono rispettivamente 2.312 nella città di Perugia e 1.163 in quella di Terni; per entrambe le città il divario dalla media dei capoluoghi italiani (4.623 posti-km) è ampio. La dotazione regionale di posti letto per specialità a elevata assistenza nel 2022 registra una lieve riduzione rispetto al 2019 (-0,1 punto) in controtendenza rispetto all’incremento del tasso nazionale (+0,2). a. La stessa provincia registra tuttavia il più elevato tasso di emigrazione ospedaliera extraregionale (16,7% nel 2023), indicatore che colloca in forte svantaggio anche la provincia di Perugia (12,9%) nel confronto con l’Italia (8,6%). La disponibilità di posti letto ordinari e in day hospital nelle strutture della regione (33,1 per 10 mila) è invece in linea con la media nazionale (33,3). Per contro, la disponibilità di medici specialisti (36,8 per 10 mila abitanti in Umbria a fronte dei 34,1 dell’Italia), pone la regione (e in particolare la provincia di Perugia) in condizione migliore della media nazionale.


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