Benefit aziendali: la concretezza prima di tutto

Un tempo ‘popolo di santi, poeti e navigatori’ gli italiani di oggi continuano a sognare ma con giudizio. In particolare, posti di fronte alla scelta tra alcuni degli incentivi più strani e curiosi – al limite del surreale – mai visti nel mondo del lavoro, gli italiani sembrano sempre più orientati verso benefit concreti, capaci di semplificare la quotidianità, ridurre lo stress e restituire tempo. A rilevarlo uno studio condotto dallo specialista del welfare aziendale Plaxee Italia che, tra dicembre 2025 e gennaio 2026, ha interpellato oltre 500 utilizzatori dei suoi buoni acquisto, tutti appartenenti a generi, fasce d’età e aree geografica diverse, per comprendere i loro ‘desiderata’. Si scopre così che per il 42,2% degli intervistati, più che la promessa di veder realizzato un proprio sogno, magari lasciato da anni nel cassetto, conta disporre di un fondo aziendale destinato a promuovere la crescita personale e professionale.
Secondo il 37,1% del campione, inoltre, al fine di rilassarsi, beneficiare di un servizio di pulizia domestica è più rilevante di avere la possibilità di fare meditazione tout court. In ambito lavorativo, poi, la felicità è trascorrere una giornata senza riunioni e call in agenda (22,9%) ma anche usufruire di un ‘hangover leave’ ovvero di un permesso per riprendersi dopo aver fatto le ore piccole (21,7%). Allo stesso modo, riconoscere al dipendente il ‘puppy parental leave’ ovvero il permesso retribuito o non retribuito per accudire un nuovo cucciolo e avere accesso a una sauna aziendale, sono incentivi apprezzati, rispettivamente, dal 13,2 e dal 12,2% del campione. Poco gettonati nel nostro Paese, infine, il ‘breakup leave’ ovvero il permesso accordato a un dipendente per una delusione d’amore (6,9%) e il gelato in ufficio (6,7%). Questione di gusti?
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