Bene la richiesta di Giani di abbassare i tetti dei parti all’anno

Anche il più importante sindacato italiano per medici e dirigenti sanitari entra nel dibattito sul rischio di chiusura del punto nascita dell’ospedale del Valdarno. “In queste ore l’Azienda Usl Toscana Sud-est si trova al centro di un’ampia discussione circa il futuro di ben tre dei cinque punti nascita aziendali distribuiti su tre province. Un vero terremoto per un territorio ad altissima complessità. La segreteria Aziendale Anaao Assomed non può fare a meno di sottolineare alcune valutazioni che meritano di essere tenute in considerazione e condivide le motivazioni che hanno consigliato al presidente Eugenio Giani di proporre al governo una rivalutazione dei tetti del numero di parti con l’obiettivo di salvaguardare un sistema di eccellenza del Sistema Sanitario Regionale.”
Entrando nel merito Anaoo Assomed specifica che “la nostra azienda ha una superficie che da sola copre metà della regione con distanze significative tra ospedali che, di per sé, costituiscono un rischio clinico rilevante per il settore ostetrico laddove l’evento nascita non è programmabile né rimandabile. Una sofferenza fetale acuta esige interventi tempestivi e non procrastinabili e la prossimità di servizi efficienti non è un dato che, in un territorio come il nostro, possa essere facilmente messo in discussione. Il numero di parti (peraltro sotto soglia per poche decine di unità) non può essere l’unico parametro da considerare, in queste realtà gli esiti di processo assistenziale sono tutti ampiamente migliori della media nazionale e regionale e superiori a quelli di molti ospedali anche di secondo livello, mentre gli eventi avversi sono, negli ultimi decenni, rarissimi se non del tutto inesistenti. Accanto alle elevate professionalità dei colleghi si è sviluppato uno stretto collegamento funzionale con tutte le strutture dell’Area Vasta che garantisce la migliore appropriatezza dei percorsi legati alla nascita. Prima di emettere giudizi in modo semplicistico qualcuno forse dovrebbe approfondire e magari guardarsi in casa e verificare la qualità assistenziale delle proprie strutture. L’attribuzione di un livello o un maggior numero di parti non sempre determina esiti clinici e di apprezzamento da parte dei pazienti come ci si aspetta dalla acritica applicazione di regole generali che devono invece essere calate nelle specifiche realtà.”
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