Bella la Città del Natale. Ma servono diversi correttivi: ecco quali

Riceviamo e pubblichiamo da Azione Arezzo.
“L’aria di festa che si respira in città è certamente contagiosa, lo dicono le migliaia di turisti e gitanti che hanno preso d’assalto le strade e le piazze del centro storico. Lo dicono anche i volti stanchi, ma decisamente soddisfatti, dei gestori delle attività commerciali e di somministrazione delle medesime strade. Lo dicono anche tanti cittadini contenti di vedere la propria città piena di gente “foresta” in ammirazione di tanta bellezza. E poi gli sguardi incantati dei bambini, una meraviglia.
Dunque, tutto perfetto, avanti così? Beh, qualche aggiustamento qua e là forse sarebbe opportuno farlo. Per esempio, cosa pensano i commercianti delle zone non toccate dal grande flusso dei turisti? Molti di loro dicono che la consueta clientela del sabato e dei festivi prenatalizi non c’è, spaventata dalle difficoltà di movimento causata dal traffico congestionato e dalla calca che rende impossibile camminare in tranquillità. Non parliamo poi della possibilità di parcheggiare, un vero e proprio sogno trasformato facilmente in un incubo. Anche per i residenti del centro storico è praticamente impossibile entrare e uscire dalle rimesse private. Nel weekend della Fiera antiquaria, tutto ciò peggiora ulteriormente.
Se “Si arrangi chi può” sembra essere la solita linea-guida della giunta Ghinelli da anni, in questi giorni di Mercatini, Azione-Arezzo vuole invece proporre una riflessione seria e ampia sul tema.
Primo, la città: cantieri infiniti (via Fiorentina), opere lasciate a metà (parcheggio Rossellino), lavori stradali dimenticati da anni, improvvisamente diventati urgenti per aumentare ancora la confusione e un’urbanistica che non dispone di grandi viali (vedi la strategica e stretta via Tarlati), sono l’ideale cornice per il caos nella viabilità, già critica nei normali giorni lavorativi.
Secondo, i trasporti: praticamente vuoti gli autobus delle linee urbane, decisamente più utilizzati i treni (dal Casentino e soprattutto quello regionale, sia da nord che da sud). Non viene sfruttato o incentivato il trasporto urbano e nemmeno quello regionale funziona. Stravince il ricorso all’auto privata: migliaia e migliaia di autoveicoli e autobus che producono rallentamenti e ingorghi fino al casello dell’A1. Non è una buona cosa.
Terzo, il format: migliaia e migliaia di turisti concentrati in pochissime vie e spazi del centro storico; migliaia e migliaia di turisti tutti insieme in un brevissimo lasso di tempo. Un turismo del genere sovraccarica il sistema, genera disagi importanti per gli abitanti stessi, che si vedono impossibilitati a vivere la propria città nel proprio tempo libero. Il fine settimana deve essere piacevole anche per le persone di Arezzo e dintorni.
Quarto, il lavoro: bar e ristoranti pieni, alberghi e B&B esauriti. Alta richiesta di personale, spesso a tempo determinato. Una ricchezza che non genera lavoro stabile. Una grande scorpacciata, poi saltuari eventi e due settimane di Saracino. Stop. E per gli altri 10 mesi? È mancata negli anni, a questa giunta, la pianificazione di una politica turistica che facesse vivere Arezzo 12 mesi su 12, ma con una modalità che lasci spazio e tempo a tutti, da vivere bene, non che provochi ulteriore stress.
Comprendiamo bene che “le diverse esigenze derivano da visioni diverse” e generano soluzioni soddisfacenti soltanto per certi settori della cittadinanza, è complicato far contenti tutti, ma per certo manca totalmente il dialogo fra le parti, un dialogo che possa portare a soluzioni condivise, in cui tutti possano sacrificarsi un po’, ma al contempo, ricevere anche qualche beneficio.
Programmare un’area più vasta, con attrazioni dedicate al Natale negli spazi aperti anche distanti dalle solite piazze, parcheggi dedicati obbligatoriamente ai visitatori, dislocati all’ingresso della città e un sistema di navette efficiente, un conseguente divieto di ingresso nel centro città per i non residenti, un biglietto cumulativo per tutte le attrazioni, sempre collegate fra di loro con navette, una Festa più grande, ma più limitata nel tempo, una durata minore in termini di fine settimana occupati dalle attrazioni.
Tanto per fare un esempio, qualcosa come Lucca Comics, che prevede una grande, gigantesca partecipazione spalmata su 5 giorni di fuoco.
Per Arezzo potremmo pensare a tre fine settimana lunghi, l’ultimo di novembre e i primi due di dicembre, con il ponte dell’Immacolata a far da fulcro alla manifestazione, poi via le attrazioni e restano le luminarie, anche queste sparse per tutta la città, a rallegrare il Natale a tutti, aretini e aretine compresi!
Ovviamente questa è soltanto una proposta, ma l’amministrazione attuale, e la prossima nuova pure, ha il dovere di ragionare e trovare soluzioni diverse ai soliti problemi che si ripresentano puntuali ogni anno. Programmare adesso per il futuro, sia per un turismo consapevole e duraturo (ma senza disagi insopportabili per la cittadinanza), che per una qualità della vita che possa attrarre nuovi residenti, è possibile. Ricorrendo anche all’aiuto dato dalla tecnologia, proponendo un gemello digitale di Città, per aiutarci a comprendere meglio limiti e prospettive delle proposte da attuare”.
Source link




