Economia

Bei: 100 miliardi di finanziamenti nel 2025, clima e ambiente al centro


Cento miliardi di euro di finanziamenti per progetti ad alto impatto in ambiti che includono: sicurezza energetica, difesa, innovazione e azione per il clima. È il volume complessivo degli impegni assunti nel 2025 dalla Bei, la banca pubblica dell’Unione europea controllata dagli Stati membri, che si finanzia sui mercati dei capitali per concedere prestiti a condizioni favorevoli a progetti che perseguono gli obiettivi dell’Ue. Si tratta del livello più alto di sempre: quasi il 60% delle risorse è stato destinato a progetti green, con un impatto stimato sull’1,1% del Pil Ue entro il 2029. La quota principale dei finanziamenti è dedicata a clima e sostenibilità ambientale: 57 miliardi di euro, a sostegno di 190 miliardi di investimenti verdi, di cui 16,8 miliardi destinati alle tecnologie pulite (green tech), in particolare reti e accumuli (11,6 miliardi), rinnovabili (9,8 miliardi) ed efficienza energetica (7,9 miliardi).

Sulla sicurezza energetica, la banca ha impegnato 33 miliardi di euro, contribuendo a sostenere 108 miliardi di investimenti, pari a oltre un quarto degli investimenti energetici realizzati nell’Unione europea nell’anno. Nel contempo, la Bei ha contribuito al finanziamento di un quinto della nuova capacità solare installata in Europa, di un terzo dei nuovi progetti eolici onshore e della quasi totalità dell’eolico offshore. Le reti elettriche e lo storage hanno assorbito 11,6 miliardi di euro, il valore più alto mai registrato. Tra i progetti finanziati figurano il nuovo interconnettore elettrico tra Francia e Spagna nel Golfo di Biscaglia e l’Adriatic Link di Terna in Italia, infrastrutture strategiche per aumentare la capacità di scambio tra mercati, integrare le rinnovabili e ridurre congestioni e volatilità dei prezzi.

Nel confronto europeo, l’Italia si colloca tra i primi Paesi beneficiari delle operazioni Bei, con 12,3 miliardi di euro di finanziamenti nel 2025, seconda solo alla Francia per volumi complessivi e con un’incidenza sul Pil (0,5%) superiore a quella di Francia e Germania. Gli interventi hanno riguardato in particolare energia, reti e filiere industriali della transizione, confermando il ruolo del Paese come snodo infrastrutturale e industriale della strategia europea. Completano il quadro gli interventi su biodiversità e capitale naturale, con 7,7 miliardi di euro destinati ad agricoltura sostenibile e bioeconomia, quelli su difesa, che nel 2025 hanno superato 4 miliardi di euro, e gli investimenti in infrastrutture sociali, pari a oltre 10 miliardi di euro per housing, sanità e istruzione.


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »