Basilicata

«Basta poltrone», da Lamezia parte la sfida alla Regione

Assemblea infuocata a Lamezia. Movimenti e cittadini accusano Occhiuto: «Il governo regionale è lontano dai calabresi». Diffida e ultimatum alla Regione. Lotta dura alla norma che istituisce i sottosegretari


A LAMEZIA, movimenti, associazioni e semplici cittadini hanno dato vita ad un incontro molto partecipato per protestare contro il governo regionale «lontano dai problemi reali dei calabresi e sempre più avvezzo al proliferare delle poltrone».

LAMEZIA TERME, CITTADINI CONTRO LA REGIONE, DIFFIDA FORMALE A OCCHIUTO

Dopo l’affollata assemblea un gruppo spontaneo di elettori ha inviato una diffida formale ai presidenti Occhiuto e Cirillo. Il messaggio è chiaro: la Regione ha 24 ore per sbloccare il referendum sullo Statuto o la battaglia si sposterà in Procura. Al centro della contestazione c’è l’ostruzionismo sulla richiesta per l’esercizio di un diritto costituzionale diretto, depositata il 30 marzo ma ancora chiusa nei cassetti per impedire la raccolta delle firme.

REFERENDUM CONTRO LO STATUTO

Con quell’istanza, i cittadini chiedono l’indizione di un referendum confermativo (ex art. 123 Cost.) per sottoporre al voto popolare le recenti modifiche dello Statuto: l’obiettivo è annullare le leggi che hanno istituito nuove figure politiche e aumentato i costi della macchina regionale, restituendo agli elettori l’ultima parola sulle regole fondamentali della Calabria. Se il protocollo referendario non sarà pubblicato sul Bollettino Ufficiale, il Comitato procederà per omissione di atti d’ufficio.
All’iniziativa lametina non sono mancate critiche per l’opposizione di centrosinistra considerata «troppo morbida e dormiente».

LAMEZIA, CITTADINI CONTRO LA REGIONE E LA NORMA SUI SOTTOSEGRETARI

Al centro dell’incontro, tenutosi in piazza Mazzini, le ultime scelte del governo Occhiuto, due su tutte: la norma che ha creato la figura dei sottosegretari e il placet del governatore della Calabria sull’autonomia differenziata. Tra i promotori il medico e scrittore Santo Gioffrè, l’avvocato Francesco Di Lieto, vicepresidente nazionale Codacons e Marinella Pucci, presidente dell’associazione “Il vizio di vivere”. Tantissimi gli interventi. Presenti anche rappresentanti di associazioni di altre realtà, qualcuna anche di fuori provincia.

LA RIBELLIONE PARTITA DAL BASSO

Si sono detti che la ribellione dal basso deve continuare e hanno prospettato di proseguire la battaglia facendo rete in tutta la regione. Marinella Pucci ha sollecitato i cittadini a schierarsi e non fare sconti alla politica «Qui – ha detto – siamo persone libere e senza bavaglio». Di Lieto ha esordito ricordando che Occhiuto dopo aver rivinto le elezioni il primo problema che si è posto «sono state le poltrone, più assessori da 7 a 9 e poi la vergogna dei sottosegretari». Su quest’ultima questione ha fortemente criticato anche l’atteggiamento dell’opposizione: «La proposta di legge di iniziativa popolare messa in campo dall’opposizione di centrosinistra per cancellare le nuove poltrone volute dal Governo Occhiuto – ha rimarcato – è una inutile perdita di tempo; una gigantesca arma di distrazione di massa. Perché i consiglieri d’opposizione non depositano la proposta con le loro firme? Il fatto è che le poltrone fanno comodo a tutti».

GIOFFRÈ: «LA REGIONE È IL SALOTTO DEI QUATTRO AMICI»

Molto pungente anche Santo Gioffrè: «Il Consiglio Regionale – ha detto – è il salotto dei quattro amici». «Fra 10 giorni Occhiuto dirà che ha votato l’Autonomia Differenziata perché così si è usciti dal commissariamento della Sanità (l’assemblea si è svolta prima dell’annuncio della fine del commissariamento, ndr). Questo è un falso. I bilanci non sono stati aggiustati. La Calabria non è uscita dal piano di rientro e dagli effetti, da macelleria sociale, che il Piano ha causato».


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