Basket al Basko, palleggi tra gli scaffali del supermercato per chiedere più spazi pubblici per lo sport
Genova. Partitella di basket tra gli scaffali del supermercato, con tanto di divise e cesti portatili. È stato questo il flash-mob messo in scena nel pomeriggio di domenica 1 febbraio, in occasione dell’inaugurazione del nuovo supermercato Basko di Genova Quarto.
Un’azione simbolica – organizzata dalle associazioni da Genova Che Osa e Ricreativo TesteMobili Streetball – per richiamare l’attenzione sulla trasformazione dell’area del Centro Don Bosco, dove fino a poco tempo fa erano presenti campi sportivi e spazi di aggregazione: “Vogliamo campetti, non supermercati”, il messaggio lanciato dai ragazzi e ragazze che hanno anche esposto uno striscione.
Secondo le associazioni, la creazione di un nuovo supermarket – ampiamente pubblicizzato dal gruppo nei giorni scorsi – ha comportato una significativa riduzione dell’offerta sportiva dell’area. “In precedenza lo spazio ospitava un campo da calcio a sette, uno a cinque, un campo da basket con due canestri e un campo da pallavolo, utilizzabili contemporaneamente. Con la nuova configurazione rimane un solo campo da calcio a sette, collocato sulla copertura del supermercato, mentre gli altri spazi sono stati eliminati o trasformati in impianti a gestione privata”, dicono i ragazzi.

Le associazioni sottolineano inoltre che i campi oggi presenti non avrebbero le caratteristiche di spazi pubblici aperti e liberamente accessibili, in quanto inseriti in una struttura commerciale. Per questo motivo parlano di una perdita non solo quantitativa, ma anche qualitativa delle funzioni svolte in precedenza dall’area, che comprendevano sport gratuito, aggregazione giovanile e attività di oratorio.
«In qualità di rappresentante del Ricreativo TesteMobili Streetball non possiamo che schierarci a favore di azioni come queste – dichiara Gabriele Grosso –. In una città sempre più povera di spazi gratuiti di socialità, sportivi e non, questa costruzione è l’ennesimo schiaffo alla vivibilità della nostra città. Vogliamo più spazi per stare insieme, lontani dalle logiche di lucro».
Le associazioni auspicano che si apra una discussione pubblica sulle scelte urbanistiche e sul ruolo degli spazi comuni nei quartieri cittadini.




