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Barry Walker Jr – Paleo Sol: Geologia ambient :: Le Recensioni di OndaRock

Rose City Band, Mouth Painter, North Americans, Sinthaxis: il nome di Barry Walker Jr è legato alle tante collaborazioni che ne hanno arricchito il profilo artistico. Sono molteplici, infatti, i riverberi cosmic country, tanto mutevoli quanto essenziali, che il musicista pone al centro della sua musica.

“Paleo Sol” è un disco che senza indugi scava nel solco dell’ambient americana di Steve Gunn e Andrew Tuttle. Le composizioni si adagiano su evocativi accordi di pedal steel, sfruttando appieno le increspature create dal batterista Rob Smith (Rhytion Pigeons) e dal bassista Jason Willmon (compagno d’avventura nei Mouth Painter).
Quello di Barry Walker è un viaggio nelle meraviglie geologiche dell’Oregon (Barry è geologo e professore). Il fluttuare delle note della pedal steel è assorto ma anche descrittivo e analitico, spesso essenziale e quasi minimale (“Quiessence”), i tempi ritmici non ne assecondano però la fragilità, a volte scompigliandone il flusso melodico con cupe dissonanze (“Son, Don’t Brighten The Bear Creek Rhyolite”) o flirtando con il jazz (“Under Leaf Hill”).

In questa esplorazione terrena ma anche celeste, Barry Walker Jr trova spazio per pagine ardimentose che nel raccontare l’Oregon ne svelano increspature secolari (“Leaving Lower, Big Basin”) e pian piano erodono la patina ambient per una più briosa e imprevedibile dissertazione chitarristica, come “A Trip Into Town”.
Non c’è un attimo di pausa nell’incanto musicale del trio. I dodici minuti di “Sentient Lithosphere” giungono quasi sul finire dell’album: la pedal steel dialoga con drone-music dal tono solenne e circolare come un mantra, un magico luogo ultraterreno dove la musica indiana, il minimalismo di Terry Riley e un fingerpicking delicato creano un flusso sonoro ricco di ombre e luci che non sembra mai dileguarsi, anche quando gli strumenti tacciono. Eccellente.

23/02/2026




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