Bari, le gelaterie storiche festeggiano la Giornata europea
Gustoso, fresco, un autentico simbolo delle calde giornate estive, ma che ormai viene gustato in ogni stagione dell’anno: il gelato. E oggi 24 marzo ricorre la Giornata europea del gelato artigianale, nata per promuovere l’arte gelatiera e diffondere la cultura del gelato. Un prodotto amato da tutti, grandi e piccini, che da secoli rinfresca il gusto di intere generazioni, tanto da essere definito come uno degli alimenti più consumati al mondo. Anche a Bari si festeggia il “Gelato day”, con alcune iniziative a portata di “cono”: Gelateria Martinucci propone la formula all you can eat di gelato, con un ticket di 6 euro che permetterà di assaggiare tutti i gusti, dai classici intramontabili agli iconici Provami e Gallipoli, mentre la storica Gelateria Gentile invita ad assaggiare il nuovo gusto Melody, che sarà disponibile solo per questa giornata, cremoso e avvolgente, arricchito da pistacchio e da una delicata nota d’arancia, scelto per regalare un momento unico di dolcezza e creatività.
Ma i baresi hanno una lunga tradizione con il gelato, e ognuno deciderà di omaggiare questo giorno con un buon gelato gustato nella propria gelatiera preferita. Tantissime le gelaterie che hanno fatto la storia della città, a partire proprio dalla Gelateria Gentile, che iniziò la sua storia nel 1880, dove tra granite, gelati e per un periodo anche pizze, è da sempre un punto di riferimento per i golosi del gelato artigianale, riuscendo anche a portare la tradizione gelatiera negli Usa con le sue cinque sedi estere. Gentile era anche il nome di un’altra gelateria, di Nicola Gentile, che negli anni 50 stazionava in corso Sonnino. Gasperini, invece, è la gelateria che dal 1936 ha la sua storica sede in corso Cavour e che con i suoi gelati ha addolcito intere generazioni di baresi. Dal 1936 resiste anche il Bar Viola, altro famoso punto di ritrovo del quartiere Madonnella, che nella sua lunga storia ha prodotto anche gelati artigianali, e che non molto tempo fa ha ideato il progetto “Piccola scuola di gelateria”, un corso di gelati per bambini. Come non poter menzionare i gelati del famoso bar Telebari ideato dal signor Scaramuzzi nel 1969 (fu nominato ufficialmente bar Telebari nel 1989), e chiamato così proprio perché all’epoca i clienti, vista la vicinanza con la sede dell’omonima e storica emittente televisiva barese, oltre a gustare un buon gelato si intrattenevano a gustare in tv la folta programmazione di Telebari.
Il Gelatiere, invece, da un paio di decenni staziona in viale Antonio Salandra e in via della Resistenza, dove soprattutto d’estate si può optare per un rinfrescante gelato facendo una passeggiata nel parco 2 Giugno, proprio di fronte alla gelateria. Anche la gelateria Piccinni, nata nel 2012, propone le sue specialità, così come in città è celebre il gelato di Catullo. Tornando indietro di tanti anni, i baresi ricordano con grande nostalgia i gustosi gelati della famosa Ditta Felice Lippolis, che per più di mezzo secolo del Novecento ha avuto il suo grande negozio in quella che oggi è piazza Luigi di Savoia, all’incrocio con via Carulli e via De Giosa, dove tanti bambini all’uscita da scuola non potevano non andare a far visita ai suoi gelati. Erano molto noti anche i gelati del bar Latteria Principe, che negli anni 60 e 70 era un punto di riferimento per molte famiglie. Qualcuno ricorda anche il maxi cono della gelateria Atomica, con la sua grande insegna a neon.
Ma se si pensa al gelato, non può non venire in mente il leggendario carretto del gelato, che da sempre è la gioia di bambini e ragazzi. Tantissime le generazioni che mentre giocavano per strada o sulla spiaggia, attendevano con ansia l’arrivo del gelataio, che il più delle volte aveva un unico gusto: l’iconico gelato al limone. Un gusto unico, semplice, profondamente rinfrescante, mentre qualcun altro serviva anche un altro gusto, cioccolato o crema, per la gioia dei più golosi. Si ricordano il signor Antonio, che con il suo carretto bazzicava soprattutto nei pressi di Bari vecchia, e poi Giovanni in via Manzoni, Bruno in piazza Risorgimento, Vitino e altri che sono diventati simboli del gelato al carretto o al chioschetto. “Ricordo la formetta al limone, a 5 lire. Una bontà infinita!”, “Si annunciava con una trombetta, e i bambini spuntavano da ogni angolo! Bei ricordi!”, dice chi ha vissuto il gelato in quel modo. E ancora: “Che nostalgia! C’era anche il gelato a rondelle con la cialda sopra e sotto. O la formetta di limone, bontà infinita!”, “Con l’arancia svuotata e il gelato al suo interno”. E con 5 lire, poi 10 e via via sempre in aumento col passare degli anni, il gelato del carretto sembrava magico, più dolce. Che sia al limone, pistacchio, fragola, puffo, cioccolato, caffè o liquirizia, con panna o senza, in cono, in coppetta o in vaschetta da gustare a casa, il gelato è stato, è e sarà sempre un momento unico, di serenità e, soprattutto, di felicità.






