Bari intitola uno spazio pubblico a “Morris” Maremonti
Bari non ha mai dimenticato Maurizio “Morris” Maremonti. Il musicista degli One Way Ticket, morto a 38 anni il 25 giugno 2014, ha ora uno spazio pubblico che porta il suo nome. Si trova fra le vie Natale Loiacono, Paolo Aquilino, Arturo Toscanini e Giovanni Gentile, a Japigia, e a proporlo al Comune è stata la sua famiglia, insieme con l’associazione benefica che porta il suo nome e che si propone di aiutare le persone in stato di disabilità, totale o parziale. Maremonti, infatti, fu colpito da un ictus la sera del 12 maggio 2012: aveva 36 anni, e dopo lunghi mesi di coma, nell’agosto del 2013 gli fu diagnosticato lo stato di “Locked-in”, condizione nella quale il paziente è cosciente e sveglio, ma non può né muoversi né comunicare a causa della completa paralisi di tutti i muscoli volontari del corpo. Morris continuava a comunicare con il movimento delle palpebre, e ha continuato a farlo per quasi un anno, fino a quando il 25 giugno del 2014 non è stato colpito da un arresto cardiaco, fatale.
“La vita toglie ma dà – ha dichiarato l’assessora alla Vivilità urbana, Carla Palone, presente all’intitolazione con il comandante della Polizia locale, Michele Palumbo, e la presidente del Municipio I, Annamaria Ferretti – Oggi siamo qui per ricordare Morris, che è scomparso troppo giovane ma che con la sua passione per la vita e il suo talento, che l’ha portato in pochi anni all’attenzione del panorama musicale nazionale, ci ha lasciato un’eredità umana e artistica importante. Dedicargli questa piazza è un modo per tenerne vivo il ricordo: per questo la nostra amministrazione ha accolto con favore la proposta dei suoi familiari e dell’associazione benefica che porta il suo nome – che si propone di aiutare le persone in stato di disabilità, totale o parziale – di intitolargli un luogo pubblico della città. Una piazza che per molti giovani musicisti baresi potrà diventare un luogo in cui incontrarsi e, magari, scoprire il lascito artistico di Morris e degli One way ticket.”.
Morris Maremonti era musica, e per lo svelamento della targa a Japigia, quindi, l’ensemble della Polizia locale ha voluto omaggiarlo eseguendo il suo brano “Non ti ho mai chiesto”. Nato a Triggiano il 30 aprile 1976, l’artista aveva cominciato a suonare la chitarra da adolescente per merito del fratello, e crescendo era diventato il frontman, autore e cantante della storica band barese One Way Ticket. Il 2003 era stato l’anno della prima demo in inglese, un anno dopo era uscito “Four troubled mouths”. Con il tempo, il gruppo aveva cominciato a farsi notare anche nel panorama nazionale: nel 2006 il primo cd ufficiale in italiano, “Fase di decollo”, poi il passaggio al Roxy Bar di Red Ronnie, e nel 2007 l’esibizione all’Ude Woodstock festival. Nel dicembre del 2008 un nuovo album, “Ora & Implora”, accolto positivamente dalla critica e portato in tour in tutta Italia, con circa 50 date. Ancora, passaggi su Rai Radio 1, le esibizioni per il Liverpool Sound City Festival e l’Arè Rock Festival a Tirana nel 2010, il palco condiviso con i Placebo a Noci e l’ospitata su Rock tv da Pino Scotto, per presentare il videoclip di “Non ti ho mai chiesto”. Il 31 dicembre di quell’anno si era chiuso al Capodanno barese, nel 2011 arrivò l’ultimo album, “L’infezione”. Morris Maremonti aveva anche destato l’interesse di Mina, l’icona della musica italiana che avrebbe dovuto selezionare una canzone dell’artista barese per un suo album.
Il suo sogno è finito quella sera di maggio 2012, e poi due anni dopo, a seguito di una inesorabile agonia. Ma Maurizio “Morris” Maremonti continua a esserci e a suonare, anche grazie alla nascita della onlus “Gli amici di Morris”, che ha lo scopo di aiutare persone che si trovano in stato di Locked-in. In ricordo di Morris l’associazione, attraverso la realizzazione di eventi musicali, raccoglie fondi per finanziare la ricerca su questa sindrome. Altri contributi, economici e materiali, vengono offerti in favore di ospedali, reparti specialistici, enti socio-assistenziali e realtà del terzo settore del territorio, con particolare attenzione alle fragilità sociali e sanitarie.




