Bari, il Marconi-Hack piange la professoressa Marika De Meo
L’istituto Marconi-Hack di Bari piange la scomparsa della professoressa Marika De Meo. La scuola dà notizia della sua morte con un post in cui la ricorda con grande affetto: “Figura centrale della nostra scuola, la sua instancabile dedizione ha segnato la storia dell’istituto – si legge – Grazie alla sua visione e ai numerosi progetti di valorizzazione da lei promossi, ha contribuito a trasformare la scuola in un luogo di crescita autentica, ponendo sempre al centro il presente e il futuro dei giovani”. Sono tanti i messaggi di cordoglio che si leggono sui social, tanti gli ex alunni che hanno voluto lasciare un ricordo sulla sua pagina: “L’onestà fu il suo ideale, l’insegnamento la sua vita, la famiglia il suo affetto più grave”, scrive chi dà anche informazioni su data e luogo dei funerali (si sono svolti oggi, 18 dicembre, nella chiesa di San Francesco da Paola, a Bari). “La professoressa De Meo mi ha fatto capire cosa amo e quella che doveva e adesso è la mia strada nella vita – aggiunge qualcun altro – Ora sono al mio quarto anno da studente universitario di Architettura, ed è un enorme peccato sapere che lei non potrà essere presente al coronamento di un percorso che lei stessa ha indirettamente cominciato”. La professoressa De Meo insegnava per l’appunto disegno e storia dell’arte, aveva 66 anni e oltre alla scuola aveva numerosi altri impegni: faceva parte di Agep (Associazione giovanile per l’emigrazione pugliese), aveva scritto con altri il libro “Argentina. Mia terra promessa”, e spesso organizzava percorsi formativi all’estero con i suoi studenti. L’Argentina era il suo grande amore, e aveva studiato a lungo la questione migratoria che aveva portato lì anche tanti pugliesi. “La ricorderò per la sua enorme generosità, entusiasmo, allegria e il suo profondo senso dell’amicizia – scrive un’amica – Le mie condoglianze dall’Argentina”.




