Bari ha perso 12mila abitanti in un decennio: la denuncia dell’Istat
Sono 3 milioni 874mila i residenti in Puglia al primo gennaio 2025. È il dato ufficiale che emerge dalle ultime indagini Istat e reso note dalla Città Metropolitana di Bari, un prospetto per variazione percentuale di popolazione nel periodo 2015-2025. Un decremento importante per cui sono 160mila le persone in meno rispetto all’inizio del nuovo secolo, secondo dati precedentemente rilevati: agli albori del terzo millennio il Tacco d’Italia conta poco più di 4 milioni di abitanti, esattamente 4 milioni e 34mila pugliesi. Non semplici osservazioni ma valori reali che denunciano un chiaro quanto spaventoso spopolamento, un numero più che ridimensionato nell’arco di un quarto di secolo che, in soldoni, ammonta circa alla metà dell’attuale popolazione della Città di Bari. Indicatori, percentuali e statistiche che fanno paura e che devono indurre a considerazioni e riflessioni, anche a livello politico.
Sono quasi 12mila le unità che il capoluogo pugliese perde nel decennio esaminato dal recente documento divulgato dall’ente di ricerca: un calo considerevole, pari indicativamente ai residenti odierni di comuni come Bitritto, Alberobello, Grumo Appula o Bitetto. Da 327.361 unità a 315.473: un decremento di popolosità molto prossimo al minimo storico in seno al 10° censimento Istat del 15 ottobre 1961, quando il capoluogo di regione toccava 312mila cittadini. Di contro, l’apice registrato vent’anni più tardi (12° censimento, 25 ottobre 1981) con 371mila unità. Il trend negativo, se non arrestato, porterebbe Bari ad avere meno di 300mila abitanti nel 2040.
Tornando al presente, dal documento emerge una Bari che raccoglie un segno meno, sotto di 3,63 punti percentuali: un valore comunque in linea con le tendenze nazionali e nella (triste) media provinciale. Dei 41 Comuni della provincia barese soltanto 3 con un bel più e, in particolare, l’unica voce autorevole fuori dal coro è il Comune di Cassano delle Murge con un +3,36% (passa da 11.658 nel 2015 a 15.151 nel 2025). A chiudere la graduatoria Sammichele di Bari con un passivo molto pesante, -10,92% (passa da 6.631 nel 2015 a 5.907 nel 2025).
Il decremento demografico è noto da tempo e sta investendo l’intero globo. Il fenomeno è in lenta quanto continua crescita, e nel lungo termine porterà a un ridimensionamento importante della popolazione mondiale. Il generale spopolamento, che non risparmia la Puglia e lìItalia, è la somma delle difficoltà dei micro contesti, specchio delle avversità quotidiane vissute in angoli rionali e piccoli borghi, cittadine di provincia e agri dimenticati, ma anche di centri più importanti e città industrializzate.
La causa principale del calo della popolazione è il basso numero delle nascite. La denatalità è, a sua volta, un fenomeno diffuso su larga scala, determinato da diversi fattori di natura economica, quindi precarietà e disoccupazione, in genere instabilità lavorativa. A tale liquidità “baumaniana” si affiancano altresì motivazioni di ragione socio-culturale: nei nuovi nuclei familiari si radica la volontà di procrastinare la genitura per poter vivere la vita in maniera piena, occhi solo per partner e desideri personali, una frontiera ben differente rispetto alle passate generazioni che nel valore famiglia investivano tutto. Nelle famiglie si ramificano anche paure, resistenze e nuove fragilità che dettano valutazioni e scelte drastiche: molto frequente è l’opzione di limitarsi alla procreazione di un figlio, nei migliori dei casi si aggiunge “un fratellino” (chiaramente non mancano, per fortuna, delle eccezioni).