Puglia

Bari, dolci napoletani e ‘assassina speciale’ al Caffè Ginevra di Vito

Il nome del bar è quello di sua figlia, che forse è ancora troppo piccola per assaggiare le prelibatezze che prepara il padre. Caffè Ginevra (in via Amendola 205/G a Bari) è il coronamento del sogno di Vito Chieco: lui ha 35 anni e la ristorazione nel sangue, dato che i suoi parenti avevano un affermato ristorante sul lungomare, e in famiglia gestivano il Caffè della Rotonda in piazza Diaz. Chieco si è cimentato fin da piccolissimo con le macchine da caffè, e ha preso da subito confidenza con la preparazione del gelato artigianale. Questione di famiglia e di passione, per lui, e così ha poi studiato all’istituto alberghiero “Perotti”, formandosi e cogliendo anche un’occasione ghiotta. La ricorda ancora: nel 2006, con altri compagni venne selezionato per rappresentare la Puglia e preparare un pranzo a palazzo San Basilio a Milano 2, per Silvio Berlusconi e i suoi ospiti. “I risultati furono ottimi, come i riconoscimenti ufficiali per l’operato”, dice il titolare del Caffè Ginevra.

Da allora a oggi di strada ne ha percorsa tanta, Vito Chieco, fino ad arrivare al suo lounge bar e bistrot. Prima c’è stata la Caffetteria Chieco a Japigia, poi con la nascita della figlia Ginevra nel 2018 ha cominciato a immaginare un nuovo bar: è arrivato un anno dopo e con le idee ben chiare, visto che il Caffè Ginevra si è specializzato in prodotti particolari. “Esclusivi e poco diffusi in città – precisa il titolare – e quindi ecco l’abbinamento con la grande pasticceria napoletana, che ha portato al “Fiocco di neve”, un dolce creato dall’arte pasticcera di Ciro Poppella”. È una brioche molto soffice farcita con crema di ricotta di pecora, ma non è l’unica specialità del Caffè Ginevra: ci sono le polacche di Aversa, ricce e babà, ma non mancano la pasticceria locale e i cornetti, compresi quelli vegani.

Vito Chieco è anche un artista del cappuccino, maestro nel decorarlo in superficie con disegni e dediche, e però non si sola caffetteria vive il suo locale. È aperto anche a pranzo, realizza catering per eventi e feste, con menù interamente dedicato alla tradizione barese. Ovviamente non può mancare il piatto più gettonato degli ultimi anni, capace di far girare il nome di Bari in tutto il mondo: gli spaghetti all’assassina, solo che Chieco ci mette qualcosa in più. La sua ‘assassina’ è “mocc a mamt”, e così con una verace e colorita espressione locale ne esalta la piccantezza. “Chi l’assaggiò per primo disse proprio così”, ricorda con piacere il titolare. La creatività è di casa, per lui, e infatti, in occasione della partecipazione al festival “Circus delle stranezze” a Bari, ha preparato una novità: “L’assassina alla braciola”, preparata cioè con il ragù e servita con due fette di pane di Altamura, per fare la scarpetta.

Intanto, Natale si avvicina e Caffè Ginevra si farà trovare pronto, dato che per la vigilia saranno assicurati spritz e panzerotti. Vito Chieco continua a lavorare e progettare a Bari, si gode moglie e due figli (oltre a Ginevra c’è Domenico) e però sa pure continuare a sognare: “Il mio sogno? – confessa – aprire la Casa del panzerotto alle Canarie”.




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