Bari, dentisti evasori a processo
Sono 13 gli odontoiatri del Barese, a processo per dichiarazione fraudolenta del pagamento delle imposte, che nell’udienza di stamattina, dinanzi alla gup del tribunale di Bari Antonella Cafagna, hanno chiesto di accedere a riti alternativi. Sono 28 in tutto gli imputati, che secondo la pm Luisiana Di Vittorio, tra il 2015 e il 2020, avrebbero evaso 6 milioni di euro, utilizzando software gestionali paralleli per rendicontare in maniera non ufficiale i propri guadagni e ostacolare, così, i controlli finanziari.
L’inchiesta nacque da una verifica fiscale nei confronti di un odontoiatra, e dalle dichiarazioni di una dipendente licenziata da uno degli studi, che rivelò ai finanzieri che con la pressione del tasto F12 e l’inserimento di una password il software di contabilità consentiva di passare alla gestione ‘in nero’. I dati venivano poi salvati su una chiavetta Usb.
Ad aver progettato il sistema sarebbe stato l’ingegnere informatico di Palo del Colle, Tommaso Carbone, assistito dall’avvocato Andrea Moreno, che avrebbe anche venduto con la sua società, la Tomprojects, il programma che consentiva di tenere un aggiornamento continuo sulle entrate non fatturate. Carbone ha chiesto l’abbreviato. Dopo aver discusso sulla quantificazione del risarcimento che consente il patteggiamento, l’udienza è stata rinviata al 13 aprile per la discussione dei riti alternativi.




