Bari, alloggi per turisti sconosciuti al fisco: 60 controlli della Finanza
Alloggi per turisti irregolari, abusivi, inadempienti alle prescrizioni della disciplina regionale. “In nero”, non erano in regola neanche dal punto di vista fiscale. I finanzieri del Comando provinciale di Bari hanno eseguito controlli nell’Area metropolitana: sono stati eseguiti 60 interventi nei confronti di altrettante strutture ricettive, che hanno consentito di riscontrare l’omessa dichiarazione di ricavi/redditi, poi segnalati all’Agenzia delle entrate per il recupero a tassazione, per circa 9,4 milioni di euro, con un’imposta evasa di oltre 1,2 milioni di euro, nonché di violazioni dell’Iva per 1,4 milioni di euro.
Nel dettaglio, nel corso del 2025, dai 60 interventi sono emerse 12 strutture “abusive”, per le quali è stata riscontrata l’assenza di qualsivoglia comunicazione obbligatoria, con esercizio abusivo dell’attività di “affittacamere”. In altri casi è stato accertato come l’attività ricettiva non fosse a gestione familiare ma avesse assunto le caratteristiche e modalità tipiche di una vera e propria attività imprenditoriale, come tale obbligata al rispetto di un quadro normativo più gravoso, anche sotto l’aspetto dell’imposizione fiscale.
Inoltre sono state individuate, tra le altre, due strutture completamente sconosciute al fisco che hanno sottratto all’imposizione ricavi per oltre un milione di euro e in un caso sono stati individuati 31 lavoratori in nero, di cui 4 percettori di misure economiche a sostegno del reddito (reddito di cittadinanza e supporto alla formazione lavoro). In alcuni casi è stato accertato che gli esercenti si attivavano con i clienti per procedere alla cancellazione delle prenotazioni dalle piattaforme O.T.A. (Online Travel Agency, come per esempio Booking) così che le stesse non potessero essere “tracciate” e segnalate alle competenti autorità fiscali come previsto dalla normativa fiscale di riferimento, anche di matrice unionale, per poi concludere le transazioni privatamente con i clienti, ai quali il servizio veniva fornito con esplicita richiesta di pagamento in contanti e con l’esposizione di cartelli che invitavano a provvedere al pagamento “preferibilmente in contanti”. Sono state riscontrate anche strutture completamente abusive e con accatastamento A6 quale fabbricato rurale o C6 immobili accatastati quali autorimesse.
Altre violazioni di carattere amministrativo sono state contestate a molte delle strutture ricettive controllate: in particolare, sono emerse l’omessa esposizione, ben visibile all’esterno, della relativa targhetta identificativa della tipologia e del codice alloggio e del tariffario aggiornato nonché ulteriori violazioni alle disposizioni regionali, contravvenendo in alcuni casi all’obbligo di procedere all’identificazione degli ospiti a cui ha fatto seguito la segnalazione alla competente autorità giudiziaria per violazione dell’art. 109 del TULPS.
In particolare, i controlli della Guardia di finanza, oltre a valorizzare gli esiti di un’analisi di rischio elaborata dal Comando provinciale Bari, sono stati attuati incrociando le informazioni delle molteplici banche dati in uso al Corpo con elenchi e banche dati comunali, implementato con gli input acquisiti dai Reparti presenti nell’area metropolitana barese nel corso dell’attività di controllo economico del territorio condotta (attività di osservazione e riscontro, attività informativa, ecc.).
I controlli della Guardia di finanza in questo settore continuano anche per il 2026. Al riguardo, la prosecuzione delle specifiche attività ha consentito di individuare, anche nelle prime settimane di quest’anno, ulteriori operatori economici fiscalmente non in regola, tra cui un soggetto operante nel capoluogo, che aveva sottratto a tassazione oltre un milione di euro, ed un ulteriore operatore, attivo in una località costiera del Sud Est barese, che aveva omesso di dichiarare ricavi per oltre 400mila euro, indicando nel Modello Unico SC l’importo simbolico di un euro.
I tratti peculiari del territorio rendono il settore della ricettività un fenomeno trainante nel quadro macroeconomico complessivo dell’intera area metropolitana barese. In questo contesto, il dispositivo a presidio della legalità messo in atto dalle Fiamme gialle baresi nello specifico settore, anche nell’ambito delle avviate interlocuzioni con le istituzioni locali e le associazioni di categoria, è finalizzato ad agevolare un’espansione armonica e controllata dell’intera filiera delle realtà imprenditoriali nello specifico settore economico, scevra da abusi indiscriminati che spesso si accompagnano ad uno sviluppo repentino e generalizzato.




