«Bandecchi è in conflitto di interesse»: Ascani e Verini annunciano due interrogazioni
«Abbiamo deciso di presentare nei due rami del Parlamento due nuove interrogazioni sulla situazione di Terni che continuano a vivere una grave situazione di legalità sospesa» per «l’evidente conflitto di interesse del suo sindaco» Stefano Bandecchi «continua a inquinare la convivenza civile». Il doppio atto ispettivo è stato annunciato dei parlamentari umbri del Pd, Anna Ascani e Walter Verini, secondo cui Bandecchi «non avrebbe dovuto essere candidato per evidente conflitto di interesse (su questo attenzionato dallo stesso ministero dell’Interno)».
Ascani e Verini sottolineano che «il sindaco, nella sua qualità di imprenditore, è tutt’ora proprietario della società sportiva Ternana Women, avente il diritto di proprietà del terreno su cui dovrebbe sorgere la clinica privata che è obiettivo imprenditoriale del sindaco medesimo», ricordando poi che «nel marzo 2025 la Ternana Women ha sottoscritto un contratto preliminare con la società Ternana Calcio per il diritto di superficie e il permesso a costruire la clinica (per un valore di 14 milioni di euro), con effetti subordinati alla firma della convenzione con il Comune».
A ciò, ricostruiscono Ascani e Verini, è seguito, siamo «nel luglio 2025, prima della firma della convenzione, l’anticipazione da parte della Ternana Women di 2 milioni di euro alla Ternana Calcio, consentendone l’iscrizione al campionato, pur in assenza di un contratto esecutivo». Da qui la convinzione dei due esponenti del Pd secondo cui «tutti questi elementi manifestano la sussistenza di un potenziale conflitto di interessi ai sensi dell’articolo 78 del Testo unico degli enti locali e dell’articolo 6-bis della legge 241 del 1990, come chiarito anche dalla giurisprudenza amministrativa».
A pesare nell’iniziativa parlamentare dei due umbri sono anche gli interventi di Bandecchi che «ha rivendicato – scrivono in una nota Ascani e Verini – il ruolo della Ternana Women, sia nella realizzazione della clinica, interesse del sindaco quale imprenditore, sia del nuovo stadio, confermando la sovrapposizione, conflittuale, tra il suo duplice ruolo di imprenditore e di pubblico amministratore». Bandecchi, evidenziano i due dem, ha anche «dichiarato pubblicamente di aver svolto contemporaneamente il ruolo di decisore pubblico e di imprenditore direttamente interessato all’operazione».
Sul clima che si respira a Terni e sulle modalità amministrative di Bandecchi, infine, si è aggiunta quella che Ascani e Verini definiscono «una inaudita aggressione verbale e a mezzo stampa, gravemente diffamatoria, del sindaco nei confronti dell’assessore regionale Francesco De Rebotti, che giustamente si tutelerà in tutte le sedi». Il caso è quello della vertenza Moplefan che, sommato al presunto conflitto di interesse, ha convinto i due parlamentari a depositare due atti ispettivi, sottolineando che «una situazione di questo genere non è ulteriormente tollerabile in quanto introduce un elemento di inquinamento e di permanente scontro e divisione nelle condizioni di convivenza e nelle relazioni economiche di una città importante, capoluogo di provincia e prefigura un intreccio perverso tra affari e politica in capo a una singola persona».
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