Bambino maltrattato dalla madre: il padre parte civile chiede mezzo milione di euro
di Enzo Beretta
Il tribunale penale di Perugia ha accolto questa mattina la richiesta di costituzione di parte civile presentata dal padre del bambino rimasto gravemente ferito in circostanze al centro del processo nei confronti della madre e di due connazionali indagati a vario titolo con l’accusa di abbandono di minore, lesioni gravissime e maltrattamenti in famiglia. Il bimbo vive oggi in condizioni di salute definite «gravissime e con una malattia certamente insanabile», si legge nell’atto depositato dall’avvocato Anna Lombardi Baiardini del foro di Perugia. Il suo assistito ha voluto costituirsi parte civile «per seguire il processo e chiedere che i responsabili rispondano della sofferenza inflitta a un bambino innocente». Nel documento si sottolinea che il piccolo ha riportato «la perdita dei sensi, della favella, della vista, dell’udito e delle capacità cognitive e motorie», lesioni compatibili con «gravi traumi cranici e cerebrali», causati – si legge – «da maltrattamenti e omissioni di soccorso».
Dolore e giustizia – Il padre, che non era presente in Italia al momento dei fatti, in quanto era stato «espulso», ha spiegato di aver saputo solo successivamente del ricovero del figlio in fin di vita. «Il dolore di un genitore nel vedere il proprio bambino ridotto in uno stato di disabilità totale, senza possibilità di miglioramento, è incommensurabile» – si legge nell’istanza – che descrive anche le ripercussioni psicologiche sull’uomo, «afflitto da un profondo trauma post-traumatico da stress, attacchi di panico e depressione».
In aula L’avvocato Lombardi Baiardini, nel testo depositato al collegio, ha chiesto che venga riconosciuto il diritto del padre «a ottenere la condanna degli imputati e il risarcimento di tutti i danni, patrimoniali e morali, quantificabili sin da ora in 500 mila euro o in altra somma ritenuta congrua dal giudice». Una cifra motivata «dal desiderio di restituire dignità a un padre che, pur senza mezzi, ha sempre cercato di garantire cure e assistenza al figlio». Con la decisione di oggi il tribunale ha dunque ammesso la costituzione di parte civile dell’avvocato Lombardi Baiardini. Lo stesso avevano già fatto gli avvocati Alessia Minniti e Stefano Tentori Montalto che per il minore avevano chiesto un risarcimento di 3,5 milioni di euro.
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