Bambina di tre anni cade in aula e si ferisce, la scuola dovrà risarcire la famiglia con oltre 7mila euro: aula senza protezioni e vigilanza insufficiente

Un giorno come tanti, in una scuola dell’Aquila. Una bambina di tre anni gioca vicino alla cucinetta giocattolo, in aula, mentre la lezione è in corso. Inciampa, cade in ginocchio e batte lo zigomo contro un tavolinetto.
Un taglio, il sangue, il pronto soccorso. Da quell’episodio, risalente al dicembre 2019, è nata una causa civile che si è conclusa pochi giorni fa con una condanna per l’istituto scolastico.
A rivolgersi al giudice sono stati i genitori della piccola, che hanno citato in giudizio la scuola e la compagnia assicurativa. La domanda era semplice: accertare la responsabilità dell’istituto e ottenere il risarcimento per i danni subiti dalla figlia. Le insegnanti erano in classe e hanno soccorso subito la bambina, come risulta dalla relazione di servizio agli atti.
La madre ha provato a raccontare l’accaduto come testimone, ma il giudice ha spiegato che non poteva farlo: chi rappresenta legalmente la figlia è parte del processo, non un testimone esterno.
Le motivazioni del giudice
Il cuore della sentenza sta in una domanda: quell’incidente si poteva evitare? Per il Tribunale dell’Aquila la risposta è sì. La bambina giocava liberamente in un’aula dove c’erano mobili e scaffali senza le protezioni adatte a bambini di quell’età. Gli spigoli non erano coperti con gomma o altri materiali di sicurezza. Un dettaglio che, secondo il giudice, ha fatto la differenza.
La responsabilità dell’insegnante è stata riconosciuta proprio su questo punto. La sorveglianza c’era, ma non è bastata. Il Tribunale ha richiamato l’articolo 1218 del codice civile, la norma che riguarda chi non adempie correttamente ai propri obblighi. La scuola non ha dimostrato che l’evento fosse inevitabile. Un insegnante più attento, si legge nella sentenza, avrebbe potuto proteggere la bambina ed evitare la caduta. Da una bimba di tre anni non si può pretendere la prudenza di un adulto.
La sentenza ha quantificato il danno biologico: invalidità permanente del 3%, sette giorni al 75% e quattordici al 50%. La liquidazione segue le Tabelle di Milano del 2024 e porta a un totale di 7.593,75 euro, spese mediche comprese. Le somme vanno rivalutate dal 1° gennaio 2025 fino al pagamento effettivo, con gli interessi legali dal giorno dell’incidente.
Sul fronte assicurativo, la compagnia chiamata in causa dovrà rimborsare all’istituto quanto sarà tenuto a sborsare. La polizza, stipulata con la dirigente scolastica e attiva al momento dei fatti, copriva anche gli alunni. Le obiezioni della compagnia non hanno convinto il giudice.
La sentenza lascia un messaggio chiaro a chi gestisce le scuole: la sicurezza delle aule non è un optional.
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