Cultura

Backengrillen – Backengrillen | Indie For Bunnies

“Backengrillen”, progetto sperimentale nato dalle ceneri dei Refused, vede all’opera tre ex membri della leggendaria band hardcore svedese (Dennis Lyxzén, Magnus Flagge e David Sandström) insieme al superbo Mats Gustafsson.

Credit: Bandcamp

Quella dei Backengrillen è una musica inesorabile, monolitica. Si tratta di un avant jazz funereo, oscuro e pesante, che in un paio di occasioni si lascia andare anche ad un noise-punk di prima qualità. Sgorga dalle viscere della terra e risuona come un colpo di maglio. I fiati laceranti si prendono la scena, rinforzati dall’armamentario rock e la batteria dà il ritmo alla battaglia. La copertina dell’album raffigura macerie e ciò che mi trasmette questa musica è il suono di un muezzin che rimbomba tra i resti di antiche città distrutte.

Le note riportano che le cinque tracce sono state create in tre giorni. Cinque pezzi facili potrebbe essere un titolo alternativo e ironico del disco, per omaggiare il grande film con Jack Nicholson. Abbiamo infatti cinque brani ostici, maledetti, potentissimi, per una durata di quarantotto minuti circa.
“A Hate Inferior” apre il disco con un effetto catartico e straniante insieme.
“Dör För Långsamt” proseguoe in territori dissonanti e cupi, dove urla, fiati e ritmi marziali si intrecciano in modo stordente e affascinante.
“Repeater II” è l momento più accessibile, che si avvicina a suggestioni noise-rock più familiari. La title track striscia sinuosa come un gigantesco serpente.
“Socialism Or Barbarism” chiude il disco con un turbinio irregolare, abrasivo, che si trasforma in un noise-punk dominato dal solito, magnifico sax.

L’album è ruvido, istintivo, senza compromessi. Figlio del caos e della bella follia.


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