azioni in calo del 5,4%
La guerra in Iran sta rallentando le consegne di Ferrari nell’area del Medio Oriente. A comunicarlo è stata ieri la stessa casa di Maranello: «Stiamo seguendo con attenzione gli sviluppi in Medio Oriente e il possibile impatto sulla nostra attività. Al momento sono temporaneamente sospese alcune consegne in quella zona, pur continuando a gestire alcune consegne per via aerea», hanno fatto sapere.
Il rallentamento delle consegne
Di fronte al conflitto contro l’Iran avviato da Stati Uniti e Israele il 28 febbraio scorso, hanno infatti subito ripercussioni le consegne nell’area mediorientale effettuate via mare e via terra, mentre si sta proseguendo con quelle consegne che è possibile portare a termine per via aerea. Nel 2025, Ferrari ha consegnato complessivamente 13.640 vetture, di cui 6.346 nell’intera area Emea, ovvero Europa, Medio Oriente e Africa, senza dettagli specifici sulle consegne nei tre territori.
In un anno bruciati più di 20 miliardi
La conferma di un rallentamento in quell’area ha avuto immediati riflessi in Borsa. Le azioni del gruppo, in una giornata difficile per le Borse, hanno lasciato sul terreno il 5,4% a un prezzo di riferimento di 274,1 euro. Negli ultimi mesi, la capitalizzazione di Borsa della Rossa ha registrato un sensibile ridimensionamento. Giusto un anno fa, quando Exor ha collocato il 4% incassando 3 miliardi di euro, la capitalizzazione di Borsa del gruppo era pari a 76 miliardi di euro. Oggi il valore di Borsa di Ferrari è sceso sotto i 54 miliardi. Dunque in 12 mesi sono stati bruciati più di 20 miliardi di valore con le quotazioni che hanno perso oltre il 30%.
Il piano e la revisione delle valutazioni
La discesa dei prezzi della Rossa è stata particolarmente accentuata soprattutto dopo la presentazione del piano industriale da parte dell’amministratore delegato Benedetto Vigna, avvenuta a ottobre scorso. Un piano giudicato forse troppo prudente da un mercato abituato a stime aggressive. Tuttavia, tra gli addetti ai lavori, in molti ritengono che sia in atto una revisione dei parametri di valutazione, in passato troppo generosi.
In occasione della comunicazione dei dati di bilancio, avvenuta qualche settimana fa, il gruppo ha aggiornato le guidance del piano. Nel dettaglio Ferrari prevede ricavi per 7,5 miliardi di euro, con un utile diluito per azione pari o superiore a 9,45 euro. L’Ebitda è atteso a 2,93 miliardi di euro, con margine al 39%. Per quanto riguarda l’Ebit, Ferrari stima che a fine 2026 sarà pari a 2,22 miliardi di euro, con margine al 29,5%. Il free cash flow da attività industriali è atteso in linea con quello del 2025, pari o superiore a 1,5 miliardi di euro.
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