Economia

Azimut punta sui cantieri di The Italian Sea Group: “Pronti a valutarne l’acquisto”

Roma – Se ci saranno le condizioni siamo pronti a valutare l’acquisizione di alcuni asset». Giovanna Vitelli, presidente di Azimut -Benetti, primo gruppo privato della nautica da diporto e da 25 anni primo produttore mondiale di megayacht, si riferisce ai cantieri di The Italian Sea Group (Tisg, ndr), società del settore che da mesi versa in una situazione finanziaria complessa. Cosi difficile da dover ricorrere al concordato in bianco, dopo aver percorso la strada della composizione negoziale.

D’altronde l’indebitamento con le banche di Tisg è superiore ai 154 milioni. E lunedì scorso il fondatore, Giovanni Costantino, insieme al figlio Gianmaria, si sono dimessi dal consiglio di amministrazione, anche se l’obiettivo dichiarato è quello di non cedere il gruppo e di mettere a punto un pianto di rilancio. La scadenza è settembre. Piano che dovrebbe contenere la valorizzazione di alcuni asset, come il cantiere di La Spezia, che sarà messo in vendita. Complesso che fa parte del “Miglio blu” e potrebbe interessare ad Azimut, oltre ad altri concorrenti, come i vicini di casa Sanlorenzo e Baglietto. «Se si dovesse aprire il giusto scenario valuteremo l’opzione», rimarca però Vitelli, impegnata a Porto Cervo nella presentazione, in anteprima, dello yacht Seadeck 9.

Il gruppo di Avigliana, alle porte di Torino, è nel mezzo di un piano di investimenti da 170 milioni fino al 2028. 50 milioni sono stati già usati per il quartier generale e l’ampliamento del cantiere piemontese, altri 100 saranno impegnati sui siti toscani, tra Viareggio, dove si concentrano gli interventi più rilevanti, Livorno e Massa. Un polo produttivo che impiega più di 600 dipendenti diretti, rispetto agli oltre 2.400 totali, senza considerare le migliaia di addetti dell’indotto. Un piano che va avanti nonostante quella che viene definita come “una situazione di incertezza generale – spiega Vitelli – se si guarda soprattutto alla crisi del Golfo e alla situazione in Medio Oriente”. Un’area che in questo momento è ferma: “È un’incognita, bisogna muoversi con prudenza”, dice la presidente che guarda agli Stati Uniti, dove l’effetto dazi è stato assorbito dal mercato, e all’Asia, non solo per il mercato privato: “C’è un nuovo trend interessante – spiega – i resort acquistano imbarcazioni per completare l’esperienza dei clienti”.

I tempi del boom post-Covid sono lontani, ma gli effetti si sentono ancora. “Grazie ad una gestione che ci ha permesso di anticipare e prevedere quello che oggi chiede il mercato, yacht sempre più grandi, ci siamo rafforzati a livello finanziario. Abbiamo oltre 500 milioni in cassa. Siamo una realtà robusta e che poggia su conti solidi”. Ricavi 2025 a 1,5 miliardi, raddoppiati dal 2020, posizione finanziaria netta a 518 e patrimonio netto a 539 milioni, quintuplicato in cinque anni. Numeri su cui far leva per nuove acquisizioni.


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