Marche

azienda senza guida dopo la revoca dell’incarico a Ciccarelli per le spese fuori controllo



ANCONA Con l’amministratore unico Andrea Ciccarelli messo alla porta dal sindaco Silvetti dopo le spese pazze con la carta aziendale, quello di Ancona Serivizi diventa ora un vero e proprio rebus. Nel giro di poco meno di un anno, infatti, la multiutility controllata dal Comune di Ancona si è ritrovata decapitata, ovvero privata delle sue figure di vertice.

Le defezioni

A gennaio la prematura scomparsa del direttore generale Giorgio Luzi, sconfitto da una brutta malattia, e in questi giorni la cacciata dell’amministratore unico Ciccarelli, finito nel vortice per i pranzi e le cene luculliani consumati a scrocco dell’azienda da lui amministrata. Ad oggi, insomma, sono i funzionari a portare avanti Ancona Servizi ma solo per l’ordinaria amministrazione, mentre per ogni altra necessità bisogna fare riferimento all’azionista di maggioranza, che poi è anche l’unico, il Comune di Ancona. Da questo punto di vista, il sindaco Daniele Silvetti è molto chiaro.

Gli sviluppi

«Non appena la questione Ciccarelli sarà risolta, entro 24 ore sarà pubblicata la manifestazione di interesse per l’invio dei curricula dei candidati alla carica di amministratore unico» spiega il primo cittadino. La deadline è già fissata: 10 giorni dall’invio della notifica di avvio del procedimento di revoca del mandato di Ciccarelli, che Silvetti ha fatto recapitare già venerdì al manager silurato. In questo lasso di tempo, Ciccarelli dovrà scegliere se produrre una memoria difensiva e contestare la revoca o se – più semplicemente – dimettersi. In ogni caso, entro 30 giorni la revoca sarà effettiva. La speranza è che si arrivi prima dei tempi tecnici ad una soluzione. A quel punto, una manifestazione di interesse con l’obiettivo di raccogliere almeno 4 o 5 curricula “di peso” per poi decidere, possibilmente in meno di una settimana. E sistemata la casella dell’amministratore unico, si penserà anche all’altra figura di vertice.

«Farò anche un bando per la nomina del nuovo direttore generale» assicura il sindaco. Che poi, da socio di maggioranza, ci tiene a rassicurare sulla solidità di Ancona Servizi. «Per il 2026, i revisori stimano un utile lordo di 140mila euro» anticipa. Quasi centomila in più del 2025. Silvetti risponde anche all’opposizione che aveva parlato di una società in declino.

«Il patrimonio netto è sceso da 2,6 a 1,4 milioni di euro non per delle perdite ma perché tra il 2023 e il 2025 sono stati riconosciuti al Comune 1,2 milioni di euro tra dividendi e utili deliberati. Tutti usati per il bene della città». I costi di gestione, poi, sono aumentati di molto per l’implementazione di nuovi servizi, come la gestione cimiteriale e del verde pubblico. Tanto che i dipendenti sono ormai 63.




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