Veneto

avrebbe dato fuoco per l’assicurazione

La Polizia di Stato ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un uomo ritenuto il presunto mandante dell’incendio che, nella tarda serata del 12 giugno scorso, ha distrutto un ristorante a Jesolo e provocato l’intossicazione di una decina di persone. Il provvedimento è stato emesso dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Venezia al termine di una complessa attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica lagunare.

L’episodio risale alla notte del 12 giugno, quando un violento incendio è divampato all’interno del bar e ristorante “Bea Storia”, situato in via Levantina, nelle immediate vicinanze di piazza Drago. L’esercizio occupava il piano inferiore di una palazzina a due livelli, mentre i piani superiori erano adibiti a foresteria per una ventina di dipendenti di strutture alberghiere della zona. Le fiamme si sono sviluppate rapidamente all’interno del locale, generando in breve tempo una densa coltre di fumo che ha invaso le scale e i vani comuni dell’edificio.

La situazione è apparsa subito particolarmente critica, anche a causa di alcuni scoppi uditi nei minuti successivi all’innesco del rogo. Il rischio che la palazzina si trasformasse in una trappola per le persone presenti ha reso necessario un intervento immediato dei Vigili del Fuoco. Le squadre di soccorso, giunte in pochi minuti anche grazie alla vicinanza del distaccamento, hanno provveduto all’evacuazione degli occupanti, utilizzando in alcuni casi l’autoscala per raggiungere i piani superiori. Una decina di persone, esposte al fumo, è stata trasportata in ospedale per accertamenti legati a una sospetta intossicazione. Presso il nosocomio è stata attivata una postazione medica avanzata per gestire l’emergenza. L’edificio è stato dichiarato inagibile e il locale completamente distrutto, ma non si sono registrati feriti gravi.

Fin dalle prime fasi successive all’incendio, gli agenti del Commissariato di Jesolo hanno avviato gli accertamenti, concentrandosi sulle cause del rogo. Le indagini sono state poi approfondite dalla Squadra Mobile della Questura di Venezia, che ha lavorato per diversi mesi alla ricostruzione dell’accaduto. Gli investigatori hanno raccolto elementi ritenuti rilevanti per sostenere l’ipotesi di un incendio doloso, escludendo progressivamente l’origine accidentale.

L’attività investigativa ha portato a individuare come principale indagato un uomo di 54 anni, titolare del ristorante distrutto dalle fiamme, residente in provincia di Padova e con precedenti di polizia. Secondo quanto emerso, l’uomo sarebbe stato l’ideatore e il mandante dell’incendio. Il movente ipotizzato dagli inquirenti sarebbe legato al tentativo di ottenere indebitamente un risarcimento assicurativo, attraverso la distruzione volontaria della propria attività commerciale.

Il quadro indiziario raccolto dalla Squadra Mobile è stato ritenuto solido dalla Procura della Repubblica di Venezia, che ha richiesto l’emissione di una misura cautelare. Il Giudice per le indagini preliminari ha accolto la richiesta, riconoscendo la fondatezza delle argomentazioni presentate e disponendo la custodia cautelare in carcere per il 54enne. L’arresto è stato eseguito dalla Polizia di Stato nei giorni scorsi in provincia di Padova.

Nel medesimo contesto operativo, gli investigatori hanno eseguito anche due decreti di perquisizione. Oltre al titolare del ristorante, le perquisizioni hanno riguardato un altro uomo, un cinquantenne anch’egli con precedenti di polizia, ritenuto gravemente sospettato di aver avuto un ruolo nell’esecuzione materiale dell’incendio. Secondo l’ipotesi investigativa, l’azione criminosa sarebbe stata portata a termine con la complicità di quest’ultimo, mentre la fase di pianificazione sarebbe riconducibile al proprietario del locale.

Le indagini non si sono ancora concluse e la posizione dei soggetti coinvolti resta al vaglio dell’autorità giudiziaria. Al momento, l’ipotesi di reato principale è quella di incendio doloso in concorso, ma non viene esclusa la possibilità che, con il prosieguo degli accertamenti, possano emergere ulteriori contestazioni. Gli inquirenti continuano a lavorare per chiarire ogni aspetto della vicenda e per definire con precisione i ruoli e le responsabilità individuali.

La Polizia di Stato ha infine precisato che il procedimento penale è tuttora nella fase delle indagini preliminari e che la responsabilità penale dell’indagato dovrà essere accertata in via definitiva solo con sentenza irrevocabile. Resta, intanto, la gravità di un episodio che avrebbe potuto avere conseguenze ben più drammatiche, considerata la presenza di numerose persone all’interno dell’edificio al momento dell’incendio.

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Titolo: Incendio al ristorante di Jesolo, arrestato il presunto mandante dopo sei mesi di indagini
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