Toscana

Autotrasporto: Biadetti sul caro carburanti


Il nuovo aumento del prezzo dei carburanti torna a mettere sotto forte pressione il settore dell’autotrasporto. A lanciare l’allarme è Stefano Biadetti, presidente provinciale di Confartigianato Trasporti Arezzo, che evidenzia come gli incrementi registrati nelle ultime settimane stiano incidendo in modo sempre più pesante sulla sostenibilità economica delle imprese del territorio. Il caro gasolio, legato anche alle tensioni geopolitiche internazionali e alle oscillazioni dei mercati energetici, rappresenta infatti una delle principali criticità per il comparto del trasporto merci su strada. Tuttavia, secondo Confartigianato Trasporti, l’andamento dei prezzi registrato negli ultimi giorni non può essere spiegato esclusivamente con la situazione internazionale.

“Il carburante rappresenta una delle principali voci di costo per le imprese dell’autotrasporto – spiega Biadetti – e incide mediamente tra il 25% e il 35% dei costi operativi di una flotta. Basta un aumento di pochi centesimi al litro per generare migliaia di euro di spesa in più all’anno per ogni mezzo pesante”.

Un mezzo pesante percorre mediamente circa 100 mila chilometri all’anno, con consumi intorno a un litro ogni tre chilometri. In queste condizioni, un rincaro anche limitato del gasolio può tradursi rapidamente in diverse migliaia di euro di costi aggiuntivi per veicolo. Per Confartigianato Trasporti Arezzo, tuttavia, la questione non riguarda soltanto l’impatto economico diretto sui bilanci aziendali, ma anche il modo in cui si stanno formando i prezzi nel mercato dei carburanti.

“È evidente che esistono tensioni internazionali che influenzano il mercato energetico – prosegue Biadetti – ma la rapidità e l’entità di alcuni rincari fanno emergere il sospetto che non si tratti soltanto di dinamiche legate al costo del petrolio o alle crisi geopolitiche. L’impressione diffusa tra le imprese è che in alcuni casi si stiano manifestando fenomeni di speculazione che finiscono per scaricarsi direttamente sulle aziende di trasporto”.

Secondo il presidente di Confartigianato Trasporti Arezzo, un elemento particolarmente significativo in questo senso riguarda l’andamento dei prezzi dell’Hvo, il carburante di origine vegetale sempre più utilizzato come alternativa al diesel tradizionale.

“Il caso dell’Hvo è emblematico – sottolinea Biadetti – perché si tratta di un combustibile di origine vegetale che non dipende dal petrolio né dalle aree di crisi geopolitica legate all’estrazione del greggio. La sua produzione è prevalentemente europea e in parte anche italiana. Eppure stiamo registrando rincari importanti anche su questo carburante”.

Per Confartigianato Trasporti Arezzo proprio l’andamento dell’Hvo dimostra che gli aumenti registrati nel mercato dei carburanti non possono essere attribuiti esclusivamente alle tensioni internazionali.

“Se aumentano anche carburanti che non sono legati al petrolio e alle dinamiche dei conflitti internazionali – conclude Biadetti – significa che nel mercato si stanno verificando comportamenti che vanno oltre le normali logiche economiche. L’Hvo rappresenta in questo senso una testimonianza concreta di come stiano emergendo dinamiche speculative che rischiano di penalizzare pesantemente le imprese che ogni giorno garantiscono la movimentazione delle merci e il funzionamento dell’economia reale”.

Confartigianato Trasporti richiama quindi l’attenzione delle istituzioni sulla necessità di monitorare attentamente l’andamento dei prezzi dei carburanti e di adottare strumenti in grado di garantire maggiore trasparenza e stabilità nel mercato, a tutela di un settore strategico per l’economia e per la logistica del Paese.

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