Autonomia speciale, via libera del Senato alla riforma del Trentino-Alto Adige – Bolzano
ROMA. «Grande soddisfazione per questo risultato». È il commento a caldo del presidente della Provincia autonoma di Bolzano Arno Kompatscher, presente in Aula a Palazzo Madama, dopo l’approvazione in seconda lettura da parte del Senato della legge costituzionale che modifica lo Statuto speciale della Regione Trentino-Alto Adige. Il via libera è arrivato con 100 voti favorevoli, 50 astensioni e un solo voto contrario, espresso dalla senatrice Elena Sironi. Con la riforma, la Regione assume ufficialmente la denominazione bilingue Trentino-Alto Adige/Südtirol e le due entità territoriali diventano formalmente “province autonome”.
Il disegno di legge interviene su alcuni punti dello Statuto per adeguarli alla riforma del Titolo V della Costituzione del 2001, con l’obiettivo di ridurre i contenziosi davanti alla Corte costituzionale e rendere più chiaro l’equilibrio delle competenze tra Stato e autonomie. Per l’approvazione definitiva sarà ora necessaria la seconda lettura conforme di Camera e Senato. In linea con una prassi ormai consolidata, ha ricordato Kompatscher, gli atti verranno successivamente trasmessi all’Austria, a conferma del fatto che l’Autonomia è il risultato di una trattativa bilaterale tra Italia e Austria.
Sul voto del Senato è intervenuto anche Alessandro Urzì, relatore del provvedimento alla Camera dei deputati. «Ci sono tante ragioni per essere orgogliosi del traguardo che abbiamo tagliato – ha affermato –. Il testo è il frutto di un lungo e complesso lavoro di mediazione che ha coinvolto le istituzioni dell’autonomia, il Governo e le commissioni paritetiche». Secondo Urzì, la riforma valorizza due obiettivi centrali: il riconoscimento delle specialità territoriali e linguistiche e, allo stesso tempo, l’intangibilità dell’assetto unitario della Repubblica, nel rispetto del principio di sussidiarietà.
La principale innovazione, ha aggiunto Urzì, riguarda l’introduzione di clausole di riequilibrio tra i gruppi linguistici, con interventi mirati in particolare sulla Provincia autonoma di Bolzano. «Si è compiuto un percorso che ha riconosciuto l’autonomia speciale come elemento consolidato del sistema costituzionale italiano, ristabilendo gli standard del 1992 e riaffermando il ruolo del Parlamento per le future riforme dello Statuto», ha concluso, rivendicando il ruolo di Fratelli d’Italia nel processo che ha portato all’approvazione del provvedimento.




