Piemonte

Autobus senza pilota, da lunedì si parte con i passeggeri su tracciato ad anello: capolinea Campus


Chi prenderà la nuova navetta a guida autonoma che gira attorno al Campus Einaudi non potrà chiedere informazioni all’autista. Non ce ne sarà uno a bordo. Dalla prossima settimana, Torino va incontro al futuro: AuToMove, questo il nome, terminata la fase di test inizierà a raccogliere passeggeri lungo il percorso di circa 3 chilometri che si sviluppa ad anello tra corso Tortona, corso Regina Margherita e Lungo Dora Siena. Cinque in tutto le fermate.

Il servizio sarà attivo nei giorni feriali, dalle 11 alle 16,30 e potrà trasportare al massimo 8 passeggeri per corsa. L’utilizzo è gratuito ma si dovrà prenotare la corsa a partire da lunedì 13 ottobre tramite l’app Wetaxi, selezionando il servizio AuToMove.

Questa mattina l’assessora alla Mobilità Chiara Foglietta ha effettuato un viaggio in anteprima per mostrare che tutto si svolge in assoluta sicurezza. “Torino si sta prestando a essere città laboratorio per un modello di trasporto pubblico che potrà essere replicabile altrove – ha spiegato – E AuToMove rappresenta un passo importante nel percorso verso una mobilità innovativa e sostenibile. Con la tecnologia vorremmo contribuire a rendere gli spostamenti in città più efficienti e a misura di cittadino”.

La prima fase è stata fatta senza passeggeri proprio per raccogliere dati e monitorare il buon funzionamento di tutto l’apparato. La navetta fornita da Ohmio e gestita da Gtt è un veicolo elettrico che comunica con altri veicoli e con l’infrastruttura stradale. In questi mesi diverse città stanno facendo sperimentazioni analoghe in tutta Europa: da Madrid a Rotterdam.

Se è vero che a bordo dello shuttle non ci sarà l’autista, chi salirà a bordo troverà comunque un addetto messo per intervenire manualmente in caso di necessità. La navetta è comunque dotata di una postazione che consente il passaggio dalla guida autonoma a quella tradizionale.

in qualsiasi momento. Grazie

alla sensoristica di bordo e alla capacità di ricevere informazioni in

tempo reale (dal semaforo rosso sino al passaggio di pedoni o animali),

la navetta è in grado comunque di muoversi in sicurezza nel contesto

urbano. L’iniziativa, che fa parte del progetto Living Lab ToMove, finanziato dal dipartimento per la trasformazione digitale (Pnrr), ha coinvolto diversi atenei (l’università di Torino e il Politecnico), ma anche enti e società pubbliche e private come Gtt, 5T, Fondazione LINKS, Fondazione Piemonte Innova, il produttore neozelandese Omio, fornitore del veicolo, i partner tecnologici WeTechnology e Padam. “Questo grande esperimento – concludono dalla Città -, tra le altre cose, lascerà in eredità a Torino infrastrutture digitali e per la guida autonoma (dai sensori ai sistemi di orchestrazione) riutilizzabili. Sarà poi elemento

di attrattività per startup e ricercatori interessati a testare

soluzioni in contesto reale, aprendo la strada a nuovi modelli di

mobilità urbana come i servizi a chiamata”.


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