Auto elettriche Italia 2026: batte l’Europa sull’elettrico
Chi segue il mercato dell’auto da qualche anno sa bene quanto il tema elettrico in Italia sia stato a lungo una storia di promesse mancate e numeri deludenti rispetto al resto d’Europa. Qualcosa, però, sembra stia cambiando davvero: i dati ACEA relativi ai primi cinque mesi del 2026 raccontano un mercato in netta accelerazione, con l’Italia che per una volta guida la classifica della crescita percentuale.
Nell’Unione Europea, l’elettrico vale il 20% delle nuove immatricolazioni da inizio anno, con una crescita del +35,7% rispetto allo stesso periodo del 2025. In Italia il balzo è ancora più marcato: +75,2% anno su anno, per un totale di 64.567 vetture elettriche immatricolate nei primi cinque mesi dell’anno. Chissà che il caro benzina non abbia avuto un suo peso in questi numeri.
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Se guardiamo al quadro complessivo del mercato italiano, la tecnologia dominante resta l’ibrido tradizionale, che da solo vale il 50,4% delle immatricolazioni. L’elettrico si ferma all’8,2% di quota, seguito a ruota dall’ibrido plug-in all’8,5%.
Il diesel è sceso al 7%, mentre la benzina pura resiste al 20,1%. In sostanza, le motorizzazioni termiche pure stanno perdendo terreno in modo costante, ma chi sperava in un sorpasso rapido dell’elettrico sul resto del mercato dovrà ancora aspettare.
Ancora più vivace è la crescita delle ibride plug-in in Italia, che segnano un +84,9%: un dato che supera persino quello dell’elettrico puro e che riflette una tendenza degli acquirenti italiani a preferire soluzioni di transizione prima di fare il salto definitivo.
A livello europeo, il mercato nel suo complesso cresce del +4,5% da inizio anno rispetto al 2025, con maggio che segna un +3,2% anno su anno. Non siamo di fronte a una ripresa esplosiva, ma la direzione è quella giusta.
Sul fronte dei brand, spicca il rimbalzo di Tesla con un +77,3% nei primi cinque mesi del 2026: un segnale che le difficoltà degli ultimi anni erano almeno in parte congiunturali. I marchi cinesi crescono a ritmi da capogiro, ma partono ancora da basi molto ridotte: BYD segna +158,9% ma vale il 2,1% del mercato, Leapmotor addirittura +530,8% con appena lo 0,8%.
I grandi gruppi europei tengono, con Volkswagen a +1,5%, Stellantis a +5,7%, BMW a +3,9% e Mercedes-Benz a +3,2%. L’unica nota stonata è Renault, in calo del 6,2%.
Numeri incoraggianti, dunque, ma con un caveat importante: la crescita percentuale italiana parte da una base storicamente bassa, quindi i confronti anno su anno vanno letti con cautela. Il vero banco di prova sarà capire se questa accelerazione regge anche senza incentivi straordinari.
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