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Australian Open: dramma Musetti, costretto al ritiro con Djokovic. Ora tocca a Sinner

Quello che mai avremmo voluto vedere è accaduto sul centrale di Melbourne: Lorenzo Musetti, in vantaggio due set a zero contro Nole Djokovic nei quarti di finale agli Australian Open, si infortuna alla coscia destra ed è costretto a lasciare il campo all’inizio del terzo parziale, sotto ormai 3-1, non più in grado di correre.

Il carrarino abbandona a capo chino, sull’orlo delle lacrime, costretto a non completare un’opera iniziata alla grande, sempre avanti sul serbo in disarmo che a fine partita ha ammesso che non avrebbe dovuto vincere questa sfida, e ha ricordato la varietà di gioco di Lorenzo, capace di rovesci felpati, di colpi piatti violenti, di palle arrotate alte, di smorzate improvvise. Un tennis che non gioca quasi più nessuno, ma estremamente dispendioso. Probabilmente pesavano sui muscoli dell’italiano le quattro ore e mezza di un match tiratissimo con Tomas Machac, al terzo turno, prima ancora della splendida partita vinta con Taylor Fritz agli ottavi.

Oggi il numero cinque del mondo stava mettendo in mostra la maturità raggiunta nell’ultima stagione, la capacità di gestire i momenti delicati, il cinismo utile a frenare le velleità dell’avversario, che a quasi 39 anni non reggeva gli scambi lunghi. Quando la vittoria era ormai palesemente a portata di mano, l’infortunio e quelle parole eloquenti all’angolo: «C’ho una sfiga, oh». Un epilogo molto amaro, al tempo stesso la certezza che i traguardi più prestigiosi sono a un passo.

Djokovic in semifinale affronterà il vincente tra Jannik Sinner e Ben Shelton, in campo alle 9 ora italiana. Dall’altra parte del tabellone si conoscono già i nomi dei semifinalisti: Carlos Alcaraz (che ha sconfitto Alex De Minaur) e Sascha Zverev (che ha prevalso su Learner Tien).


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