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Australian Open, Alcaraz vince e conquista il career Slam

Carlos Alcaraz entra nella storia conquistando per la prima volta gli Australian Open: così, a 22 anni e 272 giorni, è il giocatore più giovane di tutti i tempi ad aver vinto tutti i tornei Slam. Ha prevalso in finale su Novak Djokovic per 2-6, 6-2, 6-3, 7-5: il serbo ha lottato ma ha dovuto cedere a un avversario che in questo momento ha delle armi che altri non hanno. Non solo il talento, ma la completezza dei colpi, la varietà delle soluzioni, la capacità di muoversi in campo e coprire gli angoli in modo incredibile, la prestanza fisica (è in grado, come abbiamo visto nella semifinale con Zverev, di superare anche improvvise fragilità e resistere ai crampi). Con questo risultato, Carlos consolida il primato nel ranking Atp e dimostra che anche senza Ferrero (lo storico allenatore da cui si è separato nello scorso dicembre) è il giocatore che abbiamo imparato a conoscere.

La partita

Djokovic ha poco da rimproverarsi in un match in cui era anche partito bene, portando a casa un primo set giocato in modo perfetto, come – a tratti – nella semifinale con Sinner: sicuro e aggressivo, ha messo alle corde un Alcaraz un po’ contratto e confuso. Ma poi lo spagnolo, che in questa partita aveva tutto da perdere, è salito pian piano, ha sbagliato meno, ha crocifisso Nole con le palle corte, ha risposto sempre meglio. Non ha più concesso spazi al serbo, che si ritrovava a difendere il servizio con crescente fatica. Djokovic ci ha creduto fino all’ultimo, come sempre, nel quarto set sul 4 pari non è riuscito a trasformare una palla break che avrebbe potuto portarlo al quinto, ma si è dovuto arrendere alla grandezza dello spagnolo, che sembra fare tutto con facilità e naturalezza.

Le parole dei protagonisti

Durante la premiazione, dopo i complimenti di rito all’avversario, Djokovic ha detto ad Alcaraz (e a chi pensa si possa ritirare a breve) «ci rivedremo ancora tante volte nei prossimi anni». Poi rivolto a Rafa Nadal, oggi in tribuna: «È stato un onore condividere il campo con te e vederti lì. Certo, troppe leggende spagnole, qui, mi sembrava di giocare 2 contro 1», ha scherzato. Quindi il serbo ha ringraziato con calore il pubblico, prima di cedere la scena allo spagnolo che ha esordito dicendo «voglio parlare di Novak, si merita un’ovazione, quello che fai tu ispira, il lavoro durissimo giorno dopo giorno con il tuo team, questo tennis fantastico, mi diverto vederti giocare. È stato un onore condividere il campo e lo spogliatoio. Grazie per tutto quello che fai». Poi, rivolto al team: «Solo voi sapete quanto ho lavorato duro per vincere questo trofeo, abbiamo cercato di non ascoltare quello che dicevano le persone, abbiamo lavorato a testa bassa, abbiamo spinto per fare le cose giuste. Sono molto grato a ognuno di voi, questo trofeo è vostro». Infine ha omaggiato anche lui Nadal: «E’ stato un grande onore giocare davanti a te, vederti è un privilegio, grazie per essere venuto». Eloquente la frase scritta da Carlos sulla telecamera: «Lavoro concluso. 4/4», riferendosi al career Slam.


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