Attività gratuite “sotto casa” contro la solitudine, il progetto del Municipio Bassa Valbisagno

Genova. Un’ora al mese donata da associazioni ed enti del terzo settore per combattere la solitudine di quelle persone che normalmente non vengono a contatto con le istituzioni. E un tramite offerto da chi, per professione, riesce a intercettare gran parte della cittadinanza: farmacisti e medici di famiglia. È il progetto BVB in rete! messo in campo dal Municipio Bassa Valbisagno – quello con la più alta densità abitativa a Genova e allo stesso tempo il più elevato numero di anziani – dopo una serie di confronti con servizi civici e socio-educativi sul territorio.
“Abbiamo chiesto alle associazioni del nostro territorio e agli Ets la possibilità di donare un’ora gratuita al mese del loro tempo alla comunità – spiega l’assessora municipale ai Servizi alla Persona, Ica Arkel -. Questo ci sta concedendo la possibilità di costituire delle liste di offerta gratuita per la cittadinanza che verranno distribuite anche da farmacie e medici di medicina generale. Per la prima volta nella storia del nostro Municipio attiveremo dei patti di collaborazione su beni immateriali ed è stato sorprendente come tutti gli attori di questo progetto abbiano risposto alla chiamata con entusiasmo e partecipazione”.
Ogni realtà messa in rete dal Municipio proporrà attività gratuite per la cittadinanza, con particolare attenzione alle persone sole. Un’associazione, ad esempio, metterà a disposizione un’ora di psicologia, ma ci saranno anche gruppi di autoaiuto e attività ludiche come tombolate e giochi di carte. E a portare il messaggio saranno appunto medici e farmacisti.
“Ogni territorio avrà una lista di attività ristretta – precisa l’assessora Arkel -. A una persona che abita alla chiesa di Quezzi comunicheremo solo iniziative in loco, non in corso Sardegna, perché si desidera aiutare le micro-comunità territoriali. Oggi abbiamo messo a punto il primo passo burocratico stabilendo i passi necessari per costruire la rete di solidarietà territoriale che viene costituita con i patti di collaborazione, storicamente una prerogativa dei municipi”.
“Stiamo lavorando in sinergia con il Comune per trovare spazi che possano costituire la casa di quartiere – aggiunge il presidente del Municipio Fabrizio Ivaldi -. Stiamo cercando soluzioni strutturali, ma in attesa che si concretizzino cercheremo di gestire spazi più piccoli che possano essere al servizio della comunità e di questo progetto”.
“Il lavoro di rete nei territori non è un’opzione, ma una condizione indispensabile per costruire politiche sociali realmente efficaci, vicine alle persone e capaci di dare risposte tempestive ai bisogni che emergono ogni giorno nelle nostre comunità – dice l’assessora al Welfare del Comune di Genova Cristina Lodi -. I Municipi rappresentano il primo presidio di prossimità: conoscono i quartieri, intercettano i segnali di fragilità, dialogano quotidianamente con cittadini, associazioni, realtà del terzo settore, medici di famiglia, farmacie e con tutti quei soggetti che compongono il tessuto vivo della città. Per questo consideriamo fondamentale rafforzare il loro ruolo, valorizzarne le competenze e accompagnarli nella costruzione di reti territoriali solide e durature. È lì, nel rapporto diretto e quotidiano con le persone, che nasce un welfare capace di prevenire, includere e generare comunità. Il Comune di Genova crede profondamente nella partecipazione attiva, nella corresponsabilità e nella capacità dei territori di essere risorsa. La costruzione di percorsi condivisi, come la nascita delle reti di solidarietà territoriale, dimostra che quando istituzioni e comunità lavorano insieme, la città diventa più forte, più attenta e più giusta per tutti”.




