Attacco alla Sinagoga in Usa: «L’antisemitismo non conosce limiti né confini»
L’FBI indaga sull’attacco a una sinagoga vicino a Detroit, nel Michigan, come «atto di violenza mirato contro la comunità ebraica». Lo ha riferito ai media Jennifer Runyan, agente speciale responsabile dell’ufficio FBI di Detroit.
L’uomo che ha attaccato una sinagoga in Michigan si chiama Ayman Ghazaleh e prima di lanciarsi con la sua auto contro il Temple of Israel ha pubblicato sui social media le foto della sua famiglia, tra cui dei bambini, scrivendo che erano stati uccisi in un recente attacco israeliano nella città di Mashghara, in Libano. Lo riporta la Cnn.
«L’antisemitismo non conosce limiti né confini. Israele viene attaccato perché è lo Stato ebraico. Il Temple of Israel a Detroit è stato attaccato oggi perché è un luogo di culto ebraico». Lo dichiara il premier israeliano Benyamin Netanyahu su X, dopo la sparatoria in Michigan, rendendo «omaggio al coraggioso personale di sicurezza della sinagoga per l’intervento tempestivo. Hanno salvato delle vite». “Non ci inchiniamo agli attacchi antisemiti in Israele e sono grato al presidente Trump per la sua ferma posizione contro gli attacchi antisemiti in America», ha concluso.
Un uomo è entrato in azione poco prima delle 13, dirigendosi a tutta velocità con un veicolo verso l’ingresso del Tempio Israel, a West Bloomfield, un sobborgo di Detroit. Nell’impatto il mezzo ha preso fuoco. E’ poi uscito dal veicolo armato di fucile e si è diretto verso l’interno della sinagoga, ma è stato ucciso dagli addetti alla security. L’episodio conferma l’allarme terrorismo negli Stati Uniti, alimentato anche dalla guerra in Iran. Secondo l’intelligence americana, ci sono potenzialmente aspiranti attentatori in tutto il Paese decisi a colpire. Le sinagoghe e gli edifici della comunità ebraica sono considerati tra gli obiettivi principali – e la contea di Oakland, dove si trova il Tempio Israel, ha una delle comunità ebraiche più grandi d’America.
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