Attacchi Israeliani in Libano, centinaia di vittime e tregua appesa a un filo – CRONACA
Israele sfida la tregua Usa-Iran: raid missilistici dell’Idf devastano Beirut, si contano centinaia di morti in tutto il Libano nell’operazione “oscurità eterna” contro Hezbollah lanciata da Netanyahu, che ha colpito aree residenziali civili. Il bilancio provvisorio indica circa 200 vittime e 890 feriti.
Ira di Teheran: «Si fermino o salta tutto». Già in bilico il cessate il fuoco di due settimane e l’appuntamento di sabato a Islamabad con i negoziatori americani e iraniani. Secondo Teheran il cessate il fuoco deve valere anche in Libano. Hezbollah ha lanciato razzi su un kibbutz dopo la violazione di Israele.
Ma Trump minimizza: «Solo scaramucce, è tutto ok. Il Libano non era incluso nell’accordo».
L’Onu e varie diplomazie anche europee, come Parigi, condannano gli attacchi israeliani.
Chiuso lo Stretto di Hormuz, solo quattro navi adibite al trasporto di carichi secchi sono riuscite ad attraversarlo, dopo i raid israeliani sul Libano: questa mattina i prezzi di gas e petrolio hanno ricominciato a salire dopo la discesa di ieri legata all’annuncio della fragile tregua.
La ministra degli Esteri britannica Yvette Cooper ha dichiarato che il Regno Unito desidera “fortemente” che il Libano venga incluso nel cessate il fuoco in Medio Oriente.
“Vogliamo che il cessate il fuoco venga esteso al Libano. Sono profondamente preoccupata per l’escalation degli attacchi che abbiamo visto ieri da parte di Israele in Libano”, ha detto a Sky News. “Abbiamo visto le conseguenze umanitarie, l’enorme sfollamento di massa di persone in Libano. Quindi vogliamo fortemente che il cessate il fuoco venga esteso al Libano”, ha aggiunto.
Il cessate il fuoco in Medio Oriente deve includere il Libano per essere ”credibile e duraturo”: è il monito lanciato dal presidente francese, Emmanuel Macron, nel corso di due distinti colloqui telefonici con il presidente Usa, Donald Trump e con il presidente iraniano, Massoud Pezeshkian.
Il ministro degli Esteri francese ha condannato gli attacchi israeliani contro il Libano, definendoli “inaccettabili” e avvertendo che potrebbero minare il fragile cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran. “Questi attacchi sono tanto più inaccettabili in quanto minano il cessate il fuoco temporaneo raggiunto ieri tra Stati Uniti e Iran”, ha dichiarato Jean-Noel Barrot alla radio France Inter.
L’emittente libanese Al-Mayadeen, affiliata a Hezbollah, ha riferito che l’aviazione israeliana ha effettuato 21 raid aerei durante la notte in alcuni villaggi del distretto di Bint Jbeil, nel Libano meridionale. Lo riporta il media israeliano Ynet. Un ulteriore attacco è stato segnalato sul ponte di Al-Qasmiyah, sempre nel Libano meridionale, e un altro a Dahieh, Beirut.
“I nostri uffici sul campo ci informano che in tutto il Libano ci sono case distrutte, intere comunità devastate. Molte vite perse. Tra le vittime si contano anche dei bambini. I civili, in particolare i bambini, devono essere protetti in ogni momento e il diritto internazionale umanitario deve essere pienamente rispettato. Tutto questo deve finire è una situazione devastante”, dichiara Andrea Iacomini, portavoce dell’Unicef per l’Italia.
Intanto, l’Iran annuncia due rotte marittime alternative, per le navi che intendono attraversare lo Stretto di Hormuz, per la possibile presenza di “mine”, secondo quanto ripota Afp che cita media iraniani.
L’autorità portuale iraniana sconsiglia alle navi di attraversare lo Stretto di Hormuz senza un coordinamento preventivo con il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche, riporta l’Afp.
L’avvertimento riguarda ai rischi rappresentati dalle mine in questa strategica via navigabile. L’alert è stato diffuso dai media statali iraniani, tra cui l’emittente pubblica IRIB. In precedenza, l’agenzia di stampa iraniana Fars aveva riferito che la Repubblica Islamica aveva sospeso il transito nello stretto in segno di protesta contro gli attacchi israeliani in Libano, dopo che due petroliere lo avevano attraversato in seguito al cessate il fuoco.
“Al fine di proteggersi da possibili collisioni con mine, in coordinamento con la Marina delle Guardie Rivoluzionarie (…), fino a nuovo avviso, (le navi) devono seguire rotte alternative per il traffico nello Stretto di Hormuz”, ha riferito l’agenzia di stampa Mehr, citando una dichiarazione militare accompagnata da una mappa marittima che mostra le rotte a sud e a nord dell’isola di Larak.
L’introduzione di un meccanismo di pedaggio nello Stretto di Hormuz sarebbe inaccettabile, ha ribadito il ministro degli Esteri francese, sottolineando che violerebbe il diritto internazionale. “No, non è accettabile perché la libertà di navigazione nelle acque internazionali è un bene comune, un bene comune dell’umanità, che non deve essere ostacolato da alcun impedimento o diritto di modificarlo”, ha dichiarato Jean-Noël Barrot alla radio France Inter, mentre il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha accennato ieri alla creazione di una joint venture per gestire la navigazione nello stretto con un pedaggio.
“Nessuno lo accetterebbe, semplicemente perché è illegale. Le acque internazionali sono libere per il passaggio delle navi”, ha aggiunto.




