Attacchi dell’Iran a Dubai con i droni: un morto e almeno sette feriti all’aeroporto
L’emittente Al Jazeera su X rende noto che a seguito di un attacco iraniano con dei droni a Dubai è stato colpito l’aeroporto che ha subito dei danni. L’agenzia aeroportuale di Dubai, secondo Al Jazeera, ha affermato che «l’incidente» verificatosi all’aeroporto internazionale Zayed «ha provocato la morte di un cittadino asiatico e sette feriti», senza fornire ulteriori dettagli.
I rottami di un drone iraniano hanno colpito anche lo sfarzoso hotel Burj Al Arab a Dubai, noto per avere la forma di una vela. La torre alta 321 metri e con 60 piani sorge su un’isola artificiale. Il Dubai Media Office afferma che «le autorità confermano che un drone è stato intercettato e che i rottami hanno causato un piccolo incendio sulla facciata esterna del Burj Al Arab». Secondo lo stesso organo d’informazione, «le squadre della protezione civile sono intervenute immediatamente. Non sono stati segnalati feriti».
Le autorità di Dubai si sono messe al lavoro per spegnere un incendio al porto di Jebel Ali, dopo che detriti provenienti da un intercettore hanno innescato le fiamme: lo hanno riferito alcuni funzionari, dopo un’ondata di attacchi iraniani contro gli Emirati Arabi Uniti e altri Stati del Golfo. «Le autorità di Dubai confermano che detriti derivanti da un’intercettazione aerea hanno causato un incendio in uno degli ormeggi del porto di Jebel Ali. Le squadre della Dubai Civil Defence sono intervenute immediatamente e stanno proseguendo gli sforzi per spegnere completamente l’incendio», ha scritto il Dubai Media Office in un post sul suo account ufficiale su X. Il porto di Jebel Ali ospita navi da guerra statunitensi ed è in grado di gestire portaerei.
L’Italia è in ansia inoltre per un gruppo di 204 studenti italiani delle scuole superiori coinvolti nel progetto «Ambasciatori del futuro» dell’associazione World Student Connection, bloccato a Dubai, a causa della chiusura dello spazio aereo. Tra di essi – riporta il sito del Corriere del Veneto – vi sono dei ragazzi veneti, tra cui un sedicenne che frequenta l’istituto tecnico commerciale Calvi di Padova. «Mio figlio avrebbe dovuto atterrare a Milano l’1 marzo alle nove del mattino – racconta la madre – e invece non sappiamo quando tornerà. I ragazzi sono seguiti dai tutor e questo ci rassicura. Ma siamo in pensiero». Secondo quanto riferito alle famiglie, gli studenti vengono sistemati in albergo in attesa della riprogrammazione dei loro voli di rientro. Il gruppo italiano sarebbe dovuto tornare domani, ma la partenza sarebbe stata spostata al 3 marzo. Il programma Wsc prevede la simulazione diplomatica dei lavori dell’Onu e riunisce adolescenti e universitari di diverse nazionalità.
Il ministero degli Esteri, l’ambasciata d’Italia ad Abu Dhabi e in particolare il console a Dubai Edoardo Napoli sono in costante contatto con i tutor, con gli accompagnatori e con gli studenti del World Student Connection. Da Roma l’Unità di crisi sta verificando le possibilità di trasferimento del gruppo al momento sono ospitato in condizioni di sicurezza in albergo. Fonti della Farnesina confermano che «anche agli studenti del Wsc è stato chiesto di rimanere al sicuro in albergo e attendere che vengano trovate soluzioni di trasporto alternative a quelle previste dal loro programma e bloccate dagli attacchi militari in corso in queste ore».
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