Assistenza ai disabili, niente soldi alle famiglie da 6 mesi: scatta la diffida all’Inps

Blocco delle risorse destinate alle famiglie dei disabili inseriti nel programma Home Care Premium. L’ex consigliere comunale di Caserta Pasquale Napoletano – che vive il dramma in prima persona in qualità di caregiver – diffida l’Inps e scrive alla Presidenza del Consiglio dei Ministri.
“Sperimento quotidianamente insieme alla mia famiglia il dramma causato dal blocco totale dei pagamenti da parte dell’Inps – racconta – Proprio per questo, ho provveduto in queste ore a inoltrare una formale diffida ad adempiere e messa in mora nei confronti dei vertici nazionali e regionali dell’Inps, informando contestualmente la Presidenza del Consiglio dei Ministri e il Ministero del Lavoro. Non è più tempo di attese: il silenzio dell’Istituto alle mie precedenti richieste di chiarimento è totale e inaccettabile”.
Da quanto si apprende, le mensilità attese a ottobre e relative al trimestre da luglio a settembre, non sarebbero mai state erogate andandosi ad accumulare ai ritardi del trimestre da ottobre a dicembre. “Questo blocco rappresenta un attacco diretto al “beneficio del disabile”, un diritto essenziale calpestato che arreca un danno gravissimo alla persona non autosufficiente e ai suoi familiari, costretti a farsi carico di un peso economico ormai fuori controllo – prosegue Napoletano – Il paradosso più inaccettabile si compirà entro il prossimo 10 gennaio. Le famiglie, già stremate da mesi di rimborsi mancati e dopo aver anticipato di tasca propria gli stipendi agli assistenti domiciliari, saranno obbligate per legge a versare all’Inps i contributi previdenziali per l’ultimo trimestre dell’anno. È una situazione kafkiana: abbiamo già pagato i contributi a ottobre senza ricevere nulla, e ora siamo costretti a farlo di nuovo, arrivando a coprire ben sette mesi di anticipazioni coatte, da luglio fino a gennaio. Lo Stato si comporta da esattore solerte nel pretendere i pagamenti, ma si dimostra inadempiente e sordo quando deve erogare il sostegno vitale alla disabilità”, rivela l’ex capogruppo di Fratelli d’Italia in consiglio comunale.
“Questo “welfare regressivo” sta mettendo in ginocchio anche i professionisti ovvero psicologi, logopedisti e fisioterapisti, che non ricevono i compensi per le prestazioni accessorie, con il rischio imminente di veder interrotte terapie fondamentali. L’Home Care Premium non è un “bonus”, ma una prestazione finanziata dai lavoratori stessi: vederla bloccata significa tradire il patto sociale – chiarisce ancora Napoletano – Con la diffida inviata, chiedo lo sblocco immediato dei pagamenti. Serve un intervento straordinario del Governo: non permetteremo che le famiglie, già provate dalla sofferenza, vengano usate come finanziatori a fondo perduto da un Istituto che da oltre mezzo anno ignora il diritto all’assistenza”, conclude.
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