Assalto alla stazione e slogan “Blocchiamo tutto”: a Trieste nove perquisizioni per i disordini del 2 ottobre
15.01.2026 – 16.40 – Nove decreti di perquisizione personale e locale sono stati eseguiti nella mattinata di oggi dalla Polizia di Stato a Trieste nell’ambito di un’indagine sui disordini verificatisi il 2 ottobre 2025 nel corso di una manifestazione riconducibile alla campagna pro-Pal. I provvedimenti, emessi dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Trieste, hanno riguardato soggetti ritenuti gravitanti negli ambienti dell’antagonismo locale. Le perquisizioni sono state condotte da personale della DIGOS della Questura di Trieste e si inseriscono in un procedimento penale che, allo stato, si trova ancora nella fase preliminare. Gli indagati, in concorso tra loro, rispondono a vario titolo dei reati di danneggiamento, resistenza a pubblico ufficiale, violenza privata, interruzione di pubblico servizio e violazione delle disposizioni del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza in materia di manifestazioni in luogo pubblico.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, i fatti risalgono a un’iniziativa estemporanea messa in atto il 2 ottobre scorso nel contesto di una più ampia mobilitazione svoltasi nel centro cittadino. In quell’occasione, un gruppo di manifestanti, muovendosi in corteo non autorizzato, avrebbe raggiunto la stazione ferroviaria centrale con l’intento di occuparla, scandendo il noto slogan “Blocchiamo tutto”. Nel corso dell’azione sarebbero state infrante le porte a vetri di uno degli ingressi di viale Miramare, nel tentativo di accedere allo scalo ferroviario. L’azione è stata tuttavia respinta dall’intervento delle forze dell’ordine, già schierate a presidio dell’obiettivo ritenuto sensibile, evitando l’occupazione della struttura e il protrarsi dell’interruzione del servizio pubblico ferroviario.
Le indagini, condotte dalla DIGOS in stretto raccordo con la Procura, hanno permesso di acquisire elementi ritenuti rilevanti ai fini investigativi. Nel corso delle perquisizioni odierne sarebbero stati rinvenuti accessori personali e capi di abbigliamento che, secondo gli inquirenti, sarebbero stati utilizzati dagli indagati durante i disordini, anche con lo scopo di ostacolare il riconoscimento personale. Il materiale sequestrato sarà ora sottoposto ad ulteriori accertamenti per consolidare il quadro probatorio e confermare l’identità degli autori dei reati contestati. Nel comunicare l’operazione, la Procura ha ribadito il rispetto dei diritti delle persone indagate e del principio di presunzione di innocenza. È stato inoltre precisato che non verranno diffuse le generalità degli indagati né elementi utili alla loro identificazione, considerato che le responsabilità penali dovranno essere accertate nel corso dell’eventuale successivo processo.
[f.v.]




