Basilicata

Assalto al bancomat a Montemilone esplode l’Atm della BdM

Esplode nella notte l’Atm della Banca del Mezzogiorno: è il secondo assalto al bancomat in due anni a Montemilone, l’ultimo di una lunga serie in Basilicata


MONTEMILONE – Un boato nel cuore della notte e poi il silenzio. Così, intorno alle tre, Montemilone si sveglia di soprassalto quando i ladri prendono di mira il bancomat della filiale BdM Banca – Banca del Mezzogiorno in corso Cavour col solito sistema della “marmotta”.
L’esplosione è avvertita chiaramente dai residenti della zona. Il fragore squarcia la quiete notturna del piccolo centro del Vulture e nel giro di pochi minuti attorno alla banca i cittadini si affacciano alle finestre, mentre i malviventi sono già in fuga.

Secondo una prima ricostruzione, i ladri hanno fatto saltare l’Atm con un ordigno (la “marmotta”, appunto) prima di dileguarsi rapidamente, facendo perdere le proprie tracce.
Non è ancora chiaro se e quanto denaro siano riusciti a portare via.
L’esplosione di ieri notte ha provocato danni consistenti allo sportello automatico e ad alcuni locali dell’istituto di credito: non si registrano feriti, ma la deflagrazione danneggia anche parte degli uffici interni della filiale. Sul posto arrivano i carabinieri della Compagnia di Venosa, che avviano subito gli accertamenti per ricostruire quanto accaduto.

IL SECONDO ASSALTO AL BANCOMAT IN DUE ANNI A MONTEMILONE

I militari stanno acquisendo e analizzando le immagini dei sistemi di videosorveglianza presenti nella zona nel tentativo di individuare elementi utili a risalire agli autori del colpo.
Nella notte intervengono anche i vigili del fuoco, impegnati a verificare le condizioni della struttura e a mettere in sicurezza l’area dopo l’esplosione. L’episodio riporta l’attenzione sui tanti, oramai troppi assalti simili registrati da un anno circa in Basilicata.
Da ricordare che poco più di due anni fa, nella notte fra il 16 e il 17 febbraio del 2024, ci fu un altro colpo a Montemilone (sportello della Banca Popolare di Bari) con un bottino da 23.000 euro.
Le indagini proseguono per identificare gli autori del “solito colpo della marmotta”.


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