Marche

Ascoli vince il derby della sanità: avrà il punto nascite e la Rianimazione. Ecco l’atto definitivo: cosa cambia

ASCOLI – A distanza di quasi un anno dall’approvazione, da parte dell’ex direttore generale dell’Ast di Ascoli Nicoletta Natalini, è stato adottato l’atto definitivo dall’Azienda sanitaria dopo aver proceduto all’attuazione delle prescrizioni segnalate dalla Regione.

Documento che definisce l’assetto organizzativo dell’ente, al fine di assicurare l’esercizio unitario delle funzioni di prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione. 

L’iter

Un percorso cominciato un anno fa con l’approvazione della proposta di atto aziendale avvenuta il 31 gennaio, poi trasmessa alla Regione per la verifica della conformità delle linee di indirizzo fino all’approvazione da parte della giunta regionale lo scorso giugno. Nel frattempo è avvenuta la nomina del direttore generale Antonello Maraldo che ha dovuto recepire i rilievi sollevati e procedere all’adozione. Sono 87 pagine per riorganizzare i due plessi sia sul fronte del personale che dei reparti. L’atto aziendale, infatti, costituisce lo strumento mediante il quale l’Ast determina l’organizzazione ed il funzionamento dei propri servizi, gli obiettivi e le strategie dell’azienda. Un percorso complesso che ha visto in campo la politica, i sindacati e le associazioni oltre agli stessi operatori sanitari.

Il punto nascite

Sul fronte ascolano, confermato il punto nascite, che in un primo momento sembrava a rischio, visto che secondo l’applicazione del decreto 70 del Balduzzi il punto dovrebbe andare nel territorio che registra il maggiore numero di nascite, in questo caso in Riviera. Ma la politica, un anno fa, batté i pugni sul tavolo, rivendicando il capoluogo di provincia, tanto che nella seconda stesura è stato posto nero su bianco che il punto nascite veniva garantito anche sotto le cento torri. Una battaglia che aveva visto il primario di ginecologia Andrea Chiari ritirare la propria firma dall’atto con cui i direttori delle strutture complesse avevano avallato il documento. Tanto che nello stesso atto si legge: «La mission del dipartimento materno infantile è infatti quella di gestire, tutto il percorso della madre e dei minori, sia in regime ambulatoriale che di ricovero, con sede prevalente nello stabilimento di San Benedetto che, sulla base dell’andamento delle nascite, risulta essere quello con la più alta percentuale di minori residenti. Il territorio piceno, relativamente ai punti nascita, ha due sedi e tali resteranno, con sede principale per l’Ast quella all’ospedale Mazzoni di Ascoli che, in qualità di capoluogo di provincia, dovrà mantenere sempre il suo punto nascita in attività». Inoltre al Mazzoni viene riconosciuta l’Unità operativa complessa di Rianimazione, quindi il primariato, che nella prima stesura era stata eliminata.

La riviera

Se Ascoli può ritenersi soddisfatta per quanto ottenuto, diversa è la situazione sambenedettese. La Riviera perde la struttura dipartimentale di Gastroenterologia che sarà un’Unità operativa semplice senza qualifica. Lo stesso per la Pediatria e in quest’ultimo caso è stata portata avanti una battaglia, visto anche il numero di accessi, ma senza successo. Inoltre il Madonna del Soccorso dovrà mantenere la fusione tra il dipartimento di Salute mentale, quindi la Psichiatria, con il Sert che si occupa delle dipendenze patologiche, un’organizzazione quest’ultima che viene contestata da gran parte dei protocolli sanitari e non erano mancate osservazioni e rilievi su tale aspetto che non sarebbero state accolte nell’ultima stesura.




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