Umbria

Arvedi-Ast, dilaga la paura dopo la morte di Sanderson: psicologo per i colleghi. Un operaio si licenzia


di Marta Rosati

In Ast il dolore corre più veloce della freddezza che serve, nella consapevolezza che, comunque, occorre tornare a lavorare. La perdita di un collega tanto giovane è difficile da superare, impossibile da accettare. Complicato gestire l’emotività del momento. Non a caso la società Tapojarvi ha messo a disposizione dei propri dipendenti il supporto psicologico. Presso un’altra ditta, che effettua servizi simili a quelli della società finlandese, nelle ultime ore si sono registrati due licenziamenti volontari per motivi personali, secondo alcuni diretta conseguenza del drammatico infortunio in cui ha perso la vita ‘Sandro’. Un operaio in particolare, durante il trasporto di una siviera, ha dichiarato di non voler proseguire: il timore per la propria incolumità è stato più forte della necessità di uno stipendio.

Tragedia sul lavoro all’acciaieria di Terni Sanderson, bruciato vivo in un incendio sul posto di lavoro e morto a soli 26 anni dopo sei giorni di agonia, è l’ennesima vittima di un sistema in cui la piena sicurezza sembra impossibile da realizzare; un mondo in cui gli interessi di chi lavora e chi dà lavoro si schiantano, talvolta scivolando su leggerezze che si fanno pesanti e destini che si rivelano in tutta la loro crudeltà; una realtà di contrasti tra chi controlla, chi delega, chi avanza richieste, chi punisce, chi chiude gli occhi e chi punta il dito.

Sicurezza sul lavoro Norme, corsi di formazione, dispositivi di protezione individuale e collettiva, responsabili, preposti, valutazione di rischi, segnalazioni, correttivi, soluzioni tampone, dispositivi di emergenza. Le misure di sicurezza esistono, ma in certi casi sono calate in contesti di incertezza sul futuro, ricatti, pressioni e richiami disciplinari frequenti. I fattori che incidono sul benessere occupazionale e di riflesso quello aziendale, e viceversa, sono innumerevoli; le variabili di contesto, anche nelle azioni quotidiane, infinite. E poi c’è la sensibilità dei singoli, l’inclinazione all’individuazione dei pericoli, concreti e potenziali, la prontezza, la predisposizione al miglioramento, personale e collettivo.

Terni Quella di viale Brin è una fabbrica che ha fatto più volte i conti con infortuni mortali, la portata delle lavorazioni è imponente. Ma stavolta un sentire comune di sdegno, insofferenza e paura, arriva oltre le mura dello stabilimento; è palpabile. E manifestazioni clamorose, come quella dell’ex assessore Aniello, alimentano sospetti che rischiano di generare un clima ingestibile, fornendo addirittura qualche ghiotto assist all’azienda che già da tempo, lamentando costi energetici insostenibili e importando bramme dall’Indonesia, sta mettendo in discussione l’area a caldo, senza che ci sia alcun Accordo di programma ancora sottoscritto dopo tre anni. Serve lucidità. La tragica scomparsa di Sanderson ha già modificato l’approccio al lavoro: non c’è fretta se si rischia la vita. Operai e sindacati possono rendersi protagonisti di una rivoluzione interna e come successo altre volte nella storia della Terni, fare scuola.

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