Arretrati docenti ed ATA, finalmente il via libera del CdM: tutte le cifre e quando in busta paga

Dopo il via libera del Consiglio dei ministri arrivato il 16 giugno, il rinnovo del contratto del comparto Istruzione e Ricerca si avvicina alla fase conclusiva. Il provvedimento definisce gli incrementi stipendiali per docenti e personale ATA e sblocca il percorso che porterà al pagamento degli arretrati maturati nel biennio 2025-2026.
Per gli insegnanti l’aumento medio mensile previsto è pari a 143 euro, mentre per il personale amministrativo, tecnico e ausiliario l’incremento si attesta a 107 euro. Accanto agli adeguamenti in busta paga, il rinnovo prevede il pagamento delle somme maturate nel periodo precedente: circa 855 euro per i docenti e 633 euro per gli ATA.
I prossimi passaggi prima dei pagamenti
Dopo il passaggio dal CdM, il provvedimento dovrà quindi essere sottoposto alla verifica delle coperture finanziarie da parte degli organi competenti. Successivamente sarà convocato il tavolo con le organizzazioni sindacali per la sottoscrizione definitiva dell’accordo.
Solo dopo il completamento di questi passaggi il Ministero dell’Economia e delle Finanze potrà procedere all’erogazione delle somme spettanti.
Il MEF, quindi, sarebbe già nelle condizioni tecniche per effettuare un’emissione speciale degli stipendi, una procedura utilizzata anche in precedenti occasioni per accelerare il pagamento degli arretrati. In questo scenario, l’ipotesi ritenuta più probabile è quella di un accredito nel corso del mese di luglio, anche se la tempistica dipenderà dalla conclusione dell’iter amministrativo.
Gli effetti su pensione e liquidazione
Il rinnovo contrattuale produce conseguenze anche sul trattamento previdenziale e sul trattamento di fine servizio.
In particolare:
- gli aumenti incidono sulla pensione per l’intero triennio 2025-2027;
- l’effetto sulla liquidazione riguarda esclusivamente l’anno in cui avviene la cessazione dal servizio.
Questo significa che chi andrà in pensione nel 2025 vedrà il TFS o il TFR ricalcolato soltanto sulla base degli incrementi riferiti a quell’anno. Chi lascerà il servizio nel 2026 beneficerà invece anche della quota relativa all’annualità successiva.
Come vengono determinati gli arretrati
Durante una nostra diretta, il sindacalista Sciandrone (della UIL scuola) ha condiviso delle simulazioni che tengono conto di diversi elementi retributivi:
- gli aumenti contrattuali mensili;
- la tredicesima mensilità;
- l’indennità di vacanza contrattuale già corrisposta, che viene sottratta dal totale degli arretrati.
Per il 2025 il conteggio considera dodici mensilità più la tredicesima. Per il 2026, invece, vengono presi in esame i primi sei mesi dell’anno, ipotizzando una firma definitiva entro giugno.
Le cifre previste per i docenti
Gli arretrati destinati ai docenti risultano differenziati in funzione dell’anzianità di servizio e del grado scolastico.
Tra gli importi indicati nelle simulazioni:
- docenti della scuola dell’infanzia e primaria: da circa 694 euro a oltre 991 euro lordi;
- docenti della scuola secondaria di primo grado: fino a oltre 1.100 euro nelle fasce stipendiali più elevate;
- docenti della scuola secondaria di secondo grado: fino a circa 1.168 euro lordi.
Dal 2027 è inoltre previsto un incremento della Retribuzione professionale docenti (RPD), con valori differenziati in base alle diverse fasce di anzianità.
Gli importi per il personale ATA
Anche per il personale ATA gli arretrati variano in relazione al profilo professionale e alla posizione economica.
Le simulazioni riportano:
- collaboratori scolastici: da circa 540 a quasi 700 euro lordi;
- assistenti amministrativi e tecnici: fino a oltre 800 euro lordi;
- funzionari ad elevata qualificazione, compresi i DSGA: fino a oltre 1.200 euro lordi.
La valorizzazione del profilo degli operatori
Tra le novità contenute nel rinnovo figura anche il rafforzamento del profilo professionale degli operatori, categoria che comprende gli ex collaboratori tecnici delle aziende agrarie.
A partire dal 2027 questa figura beneficerà di incrementi retributivi più consistenti rispetto a quelli previsti per i collaboratori scolastici. La scelta è collegata all’ampliamento delle mansioni attribuite al profilo, comprese attività di assistenza agli alunni e interventi legati all’igiene personale degli studenti con disabilità.
Le tabelle degli aumenti
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