arrestato a Medellín Roberto Nastasi
Non era un latitante qualunque. Dietro il nome di Nastasi, arrestato a Medellín, c’è una traiettoria criminale che parte dalle palazzine di via dell’Archeologia, epicentro storico dello spaccio a Tor Bella Monaca, e arriva fino alle rotte internazionali della cocaina.
Classe 1975, romano, è ritenuto dagli investigatori un elemento di primo piano legato alla cosca Parrello di Palmi, capace di muoversi con disinvoltura tra Sud America ed Europa.
La sua cattura, per le autorità colombiane, rappresenta «un duro colpo alla criminalità transnazionale».
Il broker tra due continenti
Secondo le ricostruzioni investigative, Nastasi non era un semplice trafficante, ma un vero broker del narcotraffico, figura chiave nelle dinamiche criminali tra Colombia e Italia. Un ruolo costruito nel tempo, scalando gerarchie e accumulando fiducia nei circuiti mafiosi.
Era lui a mettere sul tavolo i capitali necessari per acquistare ingenti partite di cocaina direttamente alla fonte, trattando con i cartelli locali.
Una volta definito l’affare, coordinava la fase più delicata: la logistica del trasporto verso l’Europa, affidata a una rete di corrieri aerei e intermediari fidati.
Ma soprattutto, Nastasi rappresentava un punto di raccordo strategico: un uomo capace di far dialogare camorra e ’ndrangheta oltreoceano, garantendo equilibri e interessi comuni nel cuore del narcotraffico mondiale.
Lusso, potere e precedenti penali
Il suo nome non era nuovo alle cronache giudiziarie italiane. Già nel 2013 la Direzione Investigativa Antimafia gli aveva sequestrato beni per oltre 1,5 milioni di euro: un centro estetico, due ville di lusso con piscina, simboli evidenti di una ricchezza accumulata ben oltre le apparenze lecite.
Due anni prima, nel 2011, era arrivata una condanna a oltre quattro anni di reclusione per traffico di stupefacenti, a cui si sommava un curriculum criminale fatto di ricettazione, falso e altri reati.
Un profilo consolidato, rafforzato anche dai legami familiari: Nastasi è infatti lo zio di Vincenzo Nastasi, detto ’o Principe, finito di recente al centro di un blitz a Tor Bella Monaca che ha smantellato una piazza di spaccio capace di generare 200mila euro al mese.
Verso l’estradizione
L’arresto è scattato a Medellín insieme a quello di un trafficante panamense noto come “Balín”.
Ora per Nastasi si aprono le procedure di estradizione verso l’Italia, dove dovrà rispondere dell’accusa più pesante: associazione a delinquere finalizzata al traffico internazionale di stupefacenti, aggravata dal metodo mafioso.
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