Lazio

arrestato 24enne in via di Priscilla

Era stata organizzata nei minimi dettagli la truffa ai danni di un’anziana di 82 anni residente in via di Priscilla, ma un imprevisto e la vicinanza di una vera caserma dei Carabinieri hanno mandato all’aria il piano.

Un giovane è stato arrestato in flagranza mentre stava portando via gioielli e beni di grande valore dall’abitazione della donna.

Il raggiro: «Sua suocera coinvolta in una rapina»

Il copione è quello, ormai tristemente noto, della truffa del finto carabiniere. I criminali hanno contattato telefonicamente il genero dell’anziana, presentandosi come militari della fantomatica Stazione “Roma Macao”.

Dall’altro capo del telefono, gli è stato riferito che la suocera sarebbe stata coinvolta in una rapina commessa con la propria auto.

Mentre l’uomo, sotto pressione, veniva invitato a recarsi in caserma per chiarimenti, un complice si è presentato a casa dell’82enne, convincendola a consegnare denaro e oggetti di valore come presunta “cauzione” o per una fantomatica perizia.

L’intervento dei veri Carabinieri

Il piano è saltato quando il genero, visibilmente agitato e ancora al telefono con i truffatori, è stato notato dai veri Carabinieri nei pressi della caserma di via S. Siricio. I militari hanno immediatamente intuito la situazione e hanno invitato l’uomo a non riagganciare, per non allertare i complici.

Nel frattempo, una pattuglia si è diretta rapidamente verso l’appartamento dell’anziana, riuscendo a intervenire prima che fosse troppo tardi.

Il bottino recuperato: valore stimato 150 mila euro

All’interno dell’abitazione, i Carabinieri hanno sorpreso un 24enne di origine napoletana che aveva già riempito uno zaino con un ingente bottino. Recuperati e restituiti alla proprietaria:

  • gioielli e oro di famiglia,

  • contanti anche in valuta estera,

  • preziosi gettoni d’oro RAI, legati a vecchie vincite.

Il valore complessivo della refurtiva è stato stimato intorno ai 150 mila euro.

Indagini in corso sui complici

Il giovane è stato arrestato e sono stati sequestrati tre telefoni cellulari, ora al vaglio degli investigatori.

Dai dispositivi potrebbero emergere contatti utili a risalire ai cosiddetti “telefonisti”, coloro che gestiscono la prima fase della truffa.

Gli inquirenti stanno inoltre verificando se l’arrestato possa essere coinvolto in altri episodi analoghi avvenuti recentemente nei quartieri Trieste, Parioli e Salario. L’uomo resta ora in attesa dell’udienza di convalida.

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