arrestati alla Torraccia i giovani turisti dello spaccio. Ufficialmente erano a Pesaro in vacanza

PESARO Vanno a fare colazione dopo aver nascosto la droga, ma finiscono in manette e il caffè e cappuccino restano di traverso. A essere arrestati dalla polizia sono due giovani albanesi, coetanei di 21 anni, entrambi accusati di spaccio di sostanze stupefacenti. Il punto focale per gli incontri era il parcheggio di via Gran Torino, nella zona commerciale della Torraccia.
La ricostruzione
I due nascondevano la cocaina in un cespuglio, nelle confezioni di caramelle. Entrambi “turisti” ufficialmente in visita a Pesaro, uno arrivato da appena due giorni in città , divisi tra un hotel e la casa di un 50enne pesarese. Ma il benvenuto, caloroso, l’hanno riservato le forze dell’ordine che li stavano tampinando. Gli agenti della squadra mobile li hanno visti cedere una dose di cocaina per 40 euro. Si tratta del classico “mezzino” la dose da mezzo grammo che accontenta anche chi non può permettersi di spendere la somma per la dose intera. L’attività è proseguita la mattina del giorno successivo, mercoledì, quando hanno lasciato qualcosa in un cespuglio del parcheggio.
Nel dettaglio
Poi sono andati a fare colazione, ma al posto del cappuccino e del cornetto sono arrivati gli agenti della squadra mobile. Addosso, uno dei due aveva 6 involucri di cellophane in tasca per un totale di 3 grammi di cocaina. Poi gli investigatori sono andati dritti al nascondiglio. All’interno di una confezione di caramelle Mentos c’erano 39 dosi di cocaina per un totale di 21 grammi. Un espediente tipico quello di lasciare la droga a terra, così da non essere beccati con lo stupefacente addosso. Ma in questo caso non è servito. La perquisizione è proseguita a casa di un pesarese (denunciato a piede libero) che aveva prestato loro la macchina. Qui gli investigatori hanno trovato quasi 500 euro in banconote di vario taglio, somma considerata provento di spaccio, un bilancino di precisione, un cucchiaino sporco di cocaina e due telefoni. Ieri mattina i due 21enni sono finiti davanti al giudice per l’udienza di convalida, difesi dall’avvocato Ilena Campana dello studiò Orrù di Rimini. Si sono detti dispiaciuti ma hanno fatto scena muta, non rispondendo alle domande del giudice. Il giudice ha convalidato l’arresto e disposto l’obbligo di firma giornaliero in attesa della definizione del processo e della futura espulsione. Non c’è solo la cocaina nel panorama dello spaccio pesarese, perché il parco Miralfiore continua a essere uno dei luoghi nevralgici dove domanda ed offerta si incontrano.
Punti nevralgici
L’altro giorno i carabinieri hanno perlustrato il parco, soprattutto nell’area del boschetto vicino a via Cimarosa. Qui il cane One, dal fiuto infallibile, ha trovato un sacchettino tra i cespugli. Era vicino a un punto dove la rete di recinzione è rotta, per consentire agli spacciatori di scappare quando vengono visti dalle forze dell’ordine. All’interno c’erano 20 grammi di hashish.




